03 Maggio 2012: MONICA BARCHETTI E ANDREA ACCORSI AL VIA DELLA 6 GIORNI AL BALATON (HUN)
Comunicato Stampa Ufficiale
L’immenso Campeggio di Balatonfured quest’anno si tingerà ancora di più di bianco/rosso/verde, già colori nazionali ungheresi: saranno 5 (mai successo finora) i ns portacolori in questa 6 giorni che, solo al secondo anno e dopo il successo organizzativo del 2011, vedrà al via ben 55 Atleti in rappresentanza di 14 nazioni, tra le quali Sud Africa, Argentina, Australia, Nuova Zelanda e Taiwan.
In gara di nuovo Aldo Maranzina (12° nel 2011 con km 536,610) mentre avremo l’esordio di Antonio Tallarita e Giovanni Piscopo (PB km 451,00 Antibes 2011).
Le conferme italiane più attese dagli Organizzatori sono state però quelle dei bolognesi Monica Barchetti e Andrea Accorsi, i due forti portacolori dell’Atl. Calderara Tecnoplast già protagonisti 12 mesi orsono.
“Torniamo sul Balaton non certo per una vacanza – parte subito decisa Monica – e cercheremo di migliorare le già splendide prestazioni del 2011. Certo che per me sarà duro alzare ancora il limite della MPI oltre i km 705,259 (3a prestazione mondiale dell’anno) ma ci proverò. E, dato che ci sono – prosegue Monica - proverò a limare anche i km 246,600 nel passaggio alla 48 ore”
“Per me il discorso è un po’ diverso - ci confida Andrea – visto che nel 2011 un problema alla tibia mi ha chiuso ogni possibilità proprio quando stavo per raggiungere gli obbiettivi”
“Quest’anno – prosegue – la bandiera a scacchi la vorrei mettere oltre km 664,757 (MPI cat. M40) nella 6 giorni e km 294,300 di passaggio sulla 48 ore, senza dimenticarmi la MPI di Lucio Bazzana, mio obbiettivo finale con quei km 754 percorsi da Lucio ad Atene nel 2010 ”.
Ai massimi livelli la lista dei partenti con la presenza del tedesco Wolfgang Schwerk, uno dei soli 3 uomini al mondo capaci di superare i 1000 km in una 6 giorni, con un personale di km 1010,80 (Erkrath-2007).
Altro atleta di caratura internazionale assoluta l’australiano Martin Fryer, che vanta un personale sui 6 giorni di km 783,750 e di km 433,626 sulla 48 ore.
Non meno importante la starting list delle donne tra le quali spicca l’inglese Sharon Gayter (primatista nazionale sulla 6 giorni con km 750,00), che darà ancora più lustro alla gara dopo la sua dichiarazione di voler tentare il Record Mondiale over 45, attualmente in possesso dell’australiana Dipali Cunningham con km 770,875.
A contrastare la Gayter ci proverà la tedesca Cornelia Bullig che nel 2008 si impose alla 6 giorni di Antibes con km 775,255, allora miglior prestazione mondiale femminile dell’anno.
“Siamo tra Campioni e questo sarà uno sprone per dare più del massimo – dicono in coro Andrea e Monica – anche per gratificare l’impegno di Michele (fratello di Monica) e di Leo (fidanzato della sorella di Monica), uno staff serio e preparato che ci ha seguito e che, come nel 2011 sarà con noi sul Balaton, veri artisti nel gestire rifornimenti, cambi di materiale e la logistica di una gara unica e massacrante come la 6 Giorni.”
La gara prenderà il via alle 12,00 di mercoledì 9 per concludersi alla stessa ora di martedì 15 e si potrà seguire sul sito www.unixsport.com, con webcam ed immagini in diretta dal luogo della gara, o collegandosi a www.claudiobernagozzi.net, con aggiornamenti continui sulla situazione dei ns. Atleti.
Claudio Bernagozzi
Comunicazione 6 Giorni Running 2012
Andrea Accorsi – Monica Barchetti
26 Aprile 2012: LA 50 KM DI ROMAGNA PARLA MAROCCHINO. LA MUSTAT VINCE TRA LE DONNE
Comunicato Stampa Ufficiale
Marocco docet alla 31^ “50 Km di Romagna”, ma le donne italiane salvano il bilancio. La giornata di sole, andata scaldandosi verso l’ora di pranzo, ha incoraggiato ben 650 agonisti (altri 1.600 hanno scelto le camminate) a presentarsi al via in Piazza Bernardi dalle 8.30, provenienti da tutte le Regioni italiane, testimoniando ancora una volta il grande feeling che la manifestazione targata Podistica Avis ha nei confronti del Mondo Ultra. A contrastare l’ondata degli atleti magrebini ci hanno provato solo Giuliano Battocletti, ritiratosi dopo 5 km, e Emanuele Zenucchi, che a 43 anni ha sciorinato una prova tatticamente avveduta.
Partono subito lancia in resta Hicham El Barouki e Mohamed Hajjy, scavando un abisso mai più ricucito dagli avversari, dividendosi equamente i traguardi volanti di Riolo Terme e Casola Valsenio, mentre dietro restavano solo Zenucchi e Cherkaoui El Makhrout, dopo la bandiera bianca alzata da Kabbouri. La scalata a Monte Albano (5 km sino al 30° di gara) non riesce a dividere la coppia di testa, mentre El Makhrout si sbarazza di Zenucchi, il quale si rifarà sotto appena fuori Zattaglia e prima di Villa Vezzano (40° km) e si porterà in terza posizione. Nello stesso frangente si sfaldano i battistrada sotto la spinta di Hajjy, che, vedendo stanco il coetaneo connazionale, lo lascia sul posto andando a guadagnare una meritata medaglia d’oro, nel tempo di 2h57’20”. “Vivo in Italia da 15 anni – svela il 33enne di stanza a Terni – e solo ora sto raccogliendo i frutti di tanti sacrifici, perché le cinque operazioni al ginocchio sinistro mi hanno fortemente condizionato la carriera. Forse sarei potuto arrivare in Nazionale, ma mi godo questo momento di gloria, dedicandolo alla mia famiglia ed al mio bimbo Hicham”. Il vincitore della “Maratona del Lamone”, El Barouki, chiude visibilmente affaticato dopo 5’33”; bisogna attendere altri 9’ prima di onorare Zenucchi, che prevale su El Makhrout (a 14’57”), e poi si distinguono gli atleti locali. Quinto il dozzese Andrea Bernabei (a 18’54”), seguito dal ferrarese Sarno (a 19’35”, mentre il concittadino Felloni è nono a 22’18”) e dal brisighellese Marco Serasini, che in 3.18’30”, diventa il più serio candidato al “Trittico di Romagna”. Di spessore anche l’11° posto di Poggiolini (3h24’31”), davanti a Ciotti (3h28’54”), a Di Giorgio (15° in 3h36’42”), Tramacere (17° in 3h38’34”) e Rusticali (18° in 3h39’02”), primo tra gli over 50.
Donne.
L’assenza all’ultimo momento della Carlin, tra le 111 donne iscritte, sembrava aprire un’autostrada per Paola Sanna, ma la bergamasca torna ad approcciarsi con il mondo ultra a piccoli passi, perciò la troppa prudenza ha favorito la cuneese, emiliana d’adozione, Lara Mustat, partita decisa, sia pur alla prima esperienza nella specialità. La forbice che ha diviso le due protagoniste non ha mai superato i 3’, ma nei momenti di crisi la Mustat ha stretto i denti, andando a conquistare un’inattesa vittoria, che fa sfregare le mani ai selezionatori azzurri di ultramaratona. Alla fine 3h40’27” per la portacolori della Corradini e la rimonta della Sanna si ferma dopo 46”, mentre la croata Vrajic si piazza terza (a 10’05”). Giù dal podio meritano applausi anche Latorre (4h09’31”), Venturelli (4h11’26”) e la riminese Nadia Tosi (4h14’29”), che balza in testa nella graduatoria del Trittico. Undicesima l’emergente romagnola Bassi in 4h24’.
23 Aprile 2012: CALCATERRA E GLI AZZURRI DELLA 100 KM CAMPIONI DEL MONDO. LE AZZURRE ARGENTO EUROPEO A SQUADRE.
Dalla Redazione
Era un Campionato Mondiale/Eu annunciato con tante aspettative, quello di Seregno (MI), complici alcuni fattori. Primo di tutti il fatto di giocarsi la carta del fattore "casa", poneva l'Italia in una situazione di privilegio, cosa che al tempo stesso però poteva trasformarsi in un ulteriore avversario, causa le pressioni che questo ruolo imponeva. Oltre a ciò, le attese degli addetti ai lavori riponevano le loro radici nel recente successo individuale del romano Giorgio Calcaterra, che 12 mesi orsono si era laureato Campione Mondiale/Eu in quel di Winschoten (NED). Succeso che era riuscito solo in parte a mitigare l'amerezza generale per un risultato di squadra magro come non mai. A fronte di queste considerazioni, era lecito attendersi un pronto riscatto da parte degli azzurri e una pluasibile riconferma di Calcaterra (dominatore assoluto della specialità, da sei stagioni consecutive). Squadra quella italiana che si presentava in parte rinnovata, con una ventata di "nuovo" assai ricca di speranze. Ebbene la fidcuia dei tecnici italiani non è stata mal riposta e Seregno ha vissuto una giornata storica per l'ultramaratona nazionale. Giorgio Calcaterra con una gara accorta e sempre saldamente governata, come solo un campione del suo calibro attualmente è in grado di fare, si è riconfermato Campione Mondiale/Eu migliorando anche il primato personale e chiudendo la sua fatica con il crono di 6h23'20". Alle sue spalle la battaglia ha vissuto sull'alternanza di alcuni atleti che si son o giocati fino all'ultimo chilometro i rimanenti due gradini del podio iridato. Alla fine ha prevalso l'esperto svedese Jonas Buud (3° argento mondiale per lui e primato personale migliorato di ben 13')sull'altra grande conferma di questo Campionato: l'azzurro Alberico Di Cecco. Di Cecco dopo l'ottimo esordio al Passatore del 2011, corona questa maglia nazionale con una medaglia individuale importante, al termine di una gara che lo ha visto protagonista di una bella rimonta finale, dovuta a problemi intestinali con i quali ha dovuto fare i conti per quasi metà gara. Italia quindi Campione del Mondo e Campione Europea a squadre. Argento mondiale per gli Stati Uniti e brnozo per la Francia. Argento Europeo per la Francia e bronzo per la Germania. Bene anche gli altri azzurri con menzione di merito per i due "esordienti" Daniele Palladino (16° con 7h02'52") e Paolo Bravi (29° con 7h11'28"). Marco D'Innocenti 24° in 7h07'54"; Marco Boffo 25° in 7h09'06"; Ivan Cudin 42° in 7h33'52"; Francesco Caroni 123° in 8h43'33; Antonio Armuzzi ritirato. Meno roseo il bottino per la compagine femminile, che dopo una buona partenza della favorita d'obbligo Monica Carlin (a dire il vero partenza piuttosto veloce), ha vissuto un lento declino proprio a causa del suo prematuro ritiro al 60° km. Nel frattempo anche Monica Casiraghi attesa con grande enfasi dal suo pubblico di casa, doveva fare i conti con alcuni problemi fisici e cedeva a più ripetizioni a soste per malori, ma non mollava. La gara di testa veniva condotta con buona lena dalla svedese Kajsa Berg (dopo il forfait della croata Maria Vrajic) che all'uluimo dei 5 giri di 20 km, veniva affiancata dal duo statunitense formato da Meghan Arbogast e Amy Sproston. Proprio ques'ultima con un allungo finale strappava l'alloro mondiale in 7h34'08" (miglorando il proprio primato personale di ben 36'), davanti alla Berg (7h35'23"), mentre l'altra americana subiva la rimonta finale della russa Irina Vishnevskaja, che andava a strapparle il bronzo in 7h36'01"). Per l'Italia la prima donna al traguardo è stata Marina Zanardi, iscritta come open e quindi fuori dalla rosa Nazionale, che ha chiuso con un bellissimo 9° posto all'esordio e l'ottimo tempo di 7h58'07". Alle sue spalle la prima azzurra è stata Francesca Marin, 12^ in 8h03'53". Seguono Roberta Orsenigo 8h23'27", Sonia Ceretto 8h25'55", Elena Simsig e Maria Ilaria Fossati in 8h33'09", Monica Casiraghi 8h54'01", Cristina Zantedeschi 9h07'01"e Lorena Di Vito in 9h20'06". Monica Calrlin ritirata. Questo risultato consente comunque all'Italia al femminile di aggiudicarsi la medaglia d'argento Europea a squadre, alle spalle della Russia.
20 Aprile 2012: SIMON WHEATCROFT E' CIECO E CORRE DA SOLO LE ULTRAMARATONE
dal Corriere della Sera
Una malattia dell'occhio, la retinite pigmentosa, ha tolto a 18 anni a Simon Wheatcroft la possibilità di vedere ma il ragazzo, oggi 29enne, si allena per correre «ultramaratone»: distanze superiori ai massacranti, tradizionali 42,195 km della maratona. La sua incredibile storia è raccontata dal «Guardian», che ne ha seguito gli allenamenti. Grazie a un'intensa e precisa attività di memorizzazione dei percorsi - scrive il quotidiano inglese - Wheatcroft riesce ad allenarsi su terreni misti - prati, campi di calcio, ma anche strade aperte al traffico - e partecipa a gare e sfide impegnative.
IL BLOG - Tutti gli allenamenti e le difficoltà che incontra sono raccontati da Wheatcroft su un blog. «Ho iniziato la formazione sui campi di calcio dietro casa mia, correndo tra i pali - ha detto Wheatcroft - poi mi sono annoiato così ho preso a uscire per strada, cominciando da una via chiusa che conoscevo, fino a quando, un giorno ho pensato di vedere se riuscivo a eseguire la corsa accanto a un'arteria a doppia carreggiata». E le pagine web dell'atleta inglese sono diventate punto di riferimento per altri sportivi con e senza handicap. E sono servite anche a catalizzare l'attenzione degli sponsor: la Asics lo ha inserito nella campagna pubblicitaria «Made of Sport».
GLI ALLENAMENTI - Settimane e mesi di esplorazione e sperimentazione graduale gli hanno permesso di memorizzare un lungo tragitto a piedi nel suo paese di nascita, Rossington, nel Doncaster. «Anche la tecnologia mi aiuta, una applicazione dello smartphone che lancia un segnale acustico quando incrocio gli ostacoli». Un esempio di una sessione di allenamento? «Dal mio consueto punto di partenza - spiega l'atleta - so che la prima svolta è a tre quarti di miglio e mi ci vogliono sette minuti per arrivarci. Quando il telefono mi ricorda che sto correndo da sei minuti e mi dice la distanza coperta, so che nei prossimi sessanta secondi devo curvare e ricordo il punto esatto grazie a una ondulazione del terreno».
LIBERTÀ - Il senso di indipendenza e libertà che gli dà la corsa - dice - lo ripaga dell'ansia per gli ostacoli e i pericoli che può incontrare. «E cerco di concentrarmi sul 99% dei percorsi che affronto in sicurezza e senza problemi, piuttosto che sui pochi passi sbagliati. Certo, ogni tanto trovo sulla mia strada un sasso, dei lavori in corso, un tratto sconnesso che prima non c'era».
Weathcroft parteciperà a giugno alla South Downs Way, gara con un percorso di 100 miglia, dove però sarà assistito dalle guide perchè «sarebbe impossibile memorizzare un percorso così lungo».
15 Aprile 2012: 24 ORE DI TORINO AL TEDESCO HILPERT. NELLA 6 ORE VINCE GIUSTI E NELLA 100 KM BUSETTI.
Comunicato Stampa Ufficiale
Tutto vero: 218 chilometri corsi in 24 ore, sotto una pioggia battente e incessante. Oltre cinque maratone consecutive, la distanza che in linea d'aria separa Torino da Parma. E' questa la performance che ha permesso al tedesco Jens Hilpert (TUS Masseheim) di aggiudicarsi la quarta edizione della 24 Ore di Torino, prova di corsa endurance su un circuito di un chilometro tracciato lungo i viali alberati del Parco Ruffini. Dalle 10 di sabato 14 alla stessa ora di domenica 15 aprile, il vincitore non si è mai fermato, nemmeno per mangiare o per dormire. Hilpert è il primo straniero capace di aggiudicarsi l'ultracorsa organizzata dall'Asd Il Giro d'Italia Run, con la seconda migliore prestazione dopo il record di 232 km fatto registrare da Diego Di Toma nell'edizione tricolore del 2010. Originario di Francoforte, 41 anni, l'ultrapodista tedesco ha scandito i suoi passaggi più significativi (50 km, 100 km, 150 km, 200 km) sventolando una bandierina recante il totale provvisorio della distanza percorsa, per poi concludere la sua impresa avvolto in un vessillo tedesco: “Sono molto soddisfatto della mia prestazione, non avevo mai corso sotto una pioggia così insistente. Non pensavo di avvicinare di così tanto il mio primato personale di 222,870 km. Ringrazio la gente che mi ha sostenuto soprattutto nelle utime ore della mia lunga fatica”.
La 24 Ore è un inno alla fatica, una sfida contro il limite umano, un appuntamento imperdibile per i temerari ultrapodisti e per chi vuole assistere a una spettacolare vicenda di sport e determinazione. Al via uno starter d’eccezione, l’Assessore allo Sport e Tempo Libero della Città di Torino Stefano Gallo, che con un colpo di pistola ha dato inizio alla lunga fatica dei 187 atleti iscritti tra la prova individuale (107) e la prova a squadre (80). Per lunghi tratti la corsa è stata guidata da Luca Sala (Fo di Pè), Stefano Montagner (Runners Bergamo) ed Eugenio Cornolti (Runners Bergamo), quest'ultimo l'unico a mantenere un'andatura costante, contrariamente ai primi due che hanno pagato il conto della fatica nella notte. Cornolti ha così conquistato la seconda piazza finale con 211,095 km, mentre sul terzo gradino del podio è salito Piercarlo Canta (Asd Cral Gruppo Reale Mutua) con 193,732 km, che si è aggiudicato anche il titolo regionale piemontese di specialità.
Tra le donne grande prova della piemontese Giancarla Agostini (Gruppo Città di Genova), la favorita della vigilia, che ha fatto gara a sé sbaragliando la concorrenza fin dalle prime battute e conquistando la vittoria finale (e il 12° posto assoluto) con 163,236 km. Nelle ultime fasi della sua impresa la Agostini ha indossato una cuffia rosa da piscina per ripararsi dalla pioggia torrenziale: “Vincere a Torino è una grande gioia per me che sono di Carmagnola, anche se corro per una società ligure. E' il mio primo successo in una 24 Ore, peccato che il maltempo non mi abbia permesso di bissare l'ottima prestazione che ho offerto al mio debutto sulla distanza a Venezia”. Alle sue spalle Gabriella Cipriano (Balangero Atletica Leggera), 141,369 km, nuova campionessa regionale piemontese. Terza con 129,406 km Marinella Satta (Podistica Tranese) che ha avuto la forza di affondare la volata finale togliendo sul filo di lana la medaglia di bronzo a Cristina Borra (Il Giro d'Italia Run), 129,254 km, campionessa piemontese uscente.
Da quest'anno la manifestazione organizzata dall’Asd Il Giro d’Italia Run si è fatta in tre - 24 Ore, 6 Ore e 100 km – oltre ad aver ospitato il Campionato Italiano Assicurativi e Bancari di ultramaratona, con il patrocinio di Reale Mutua Assicurazioni. La prova sulle 6 Ore ha visto il successo di Daniele Giusti (Asd Atletica Vinci) con 75,481 km, secondo Maurizio Ammirata (La Fulminea Running Team) con 69,870 km, terzo Guido Aiazzi (Contrebandje AO022) con 68,687 km. Nella corsa rosa successo di Paola Gueli (Podistica Tranese) con 56,400 km, seconda la ceca di Brno Hana Kasova con 56,156 km, terza Loredana Sacco (Cral Gruppo Reale Mutua) con 52,330 km.
Emozioni dalla 100 Km, con tre atleti che hanno tagliato il traguardo sotto il muro delle 9 ore. La vittoria è andata a Fabio Busetti (Avis Oggiono) che ha fermato il cronometro dopo 8h36'56'', segnando il suo primato personale a una settimana di distanza dal Mondiali di specialità in programma il 22 aprile a Seregno. Secondo gradino del podio per Amedeo Bonfanti (Valdapone de Megni) che ha chiuso la sua fatica in 8h48'07'', terzo Roberto Piazzi (Fo di Pè) con 8h54''47''.
10 Aprile 2012: 1^ ED. 8 ORE AIAS DI BOLOGNA A ACCORSI E BARCHETTI
dalla Redazione
Era una scommessa quella che Franco Carati (Presidente UISP di Bologna) e Gianfranco Gozzi (Presidente Club Supermarathon Italia) avevano lanciato alle istituzioni e al podismo bolognese in generale: portare un'ultramaratona (la 1^) tra le mura della città. Esattamente all'interno del parco pubblico che più di ogni altro rappresenta il capoluogo emiliano, ovvero i Giardini Margherita. Ritrovo domenicale dei bolognesi che intorno al periplo del laghetto trascorrono da intere generazioni momenti di relax con le famiglie. Ebbene l'anello di km 2,580 è stato ricavato interamente all'interno del parco, completamente transennato e messo a disposizione degli ultramaratoneti per questa 1^ edizione della 8 Ore AIAS. Le finalità benefiche della manifestazione sono state arricchite anche da eventi di contorno a largo raggio (momenti ludici dedicati ai bambini, gare sui roller, stand gastronomici e attività sportive di ogni genere gratuite e aperte a tutti), che hanno reso la manifestazione un vero e proprio momento d'incontro tra soprt, cultura e cittadinanza. In quest'ottica l'augurio è che le istituzioni e i gli sponsor siano in grado in futuro di raccogliere questo messaggio profondamente sociale e di valorizzazione di un aspetto che trascende dal semplice evento sportivo, mettendo in risalto le peculiarità di una città come Bologna, da sempre sugli scudi della cultura. Carati e Gozzi hanno portato nel centro di Bologna un'aria di festa, in una giornata fresca e baciata da un timido sole. Altre tre gare, oltre alla citata 8 ore, si sono svolte sempre sul medesimo circuito: la 1/2 maratona, la maratona e una maratona sui roller. Buona anche la risposta da parte del pubblico presente, che non ha lesinato nell'incitare i maratoneti e gli ultramaratoneti, regalando applausi e sorrisi. Per quanto riguarda l'aspetto competitivo della 8 Ore, la gara ha vissuto su momenti alterni. In prima battuta il lombardo Marco Bonfiglio (reduce da belle vittorie nel 2011 come la 100 km extreme di Rimini e la 100 km Madrid-Segovia), ha preso il largo, impostando un ritmo quasi proibitivo per gli altri (oltre i 14,5 km all'ora), seguito a circa 4/5 minuti dall'ex azzurro della 24 ore Mario Pirotta e dall'ultramaratoneta di casa Andrea Accorsi, staccato di circa 10' nelle prime 3 ore. In campo femminile gara di testa fin dai primi metri per Monica Barchetti, che rompe subito gli indugi, seguita da Ilaria Marchesi a circa 15' dopo 3 ore. La prima svolta si ha a circa metà gara, quando Bonfiglio a causa del riacutizzarsi di un recente infotunio alla tibia destra, è costretto all'abbandono. Prende così la testa della gara Pirotta, seguito da Accorsi (che nel frattempo rimonta vistosamente) e in terza piazza segue il veneziano Andrea Zambon. Tra le donne il dominio della Barchetti è assoluto, mentre si assestano le posizioni di rinacalzo con Marchesi e Nicole Lasagna ad inseguire. Altra svolta, quella definitiva poco prima della 6^ ora, quando Accorsi raggiunge Pirotta in testa alla gara e con un allungo decisivo (7 km alla media di 4'10" al km) stacca il lombardo, prendendo definitivamente le redini. Accorsi nel finale chiude l'ultima mezz'ora di gara insieme alla compagna di società (Atletica Calderara Tecnoplast) e di vita Monica Barchetti, godendosi il tifo di casa. Chilometraggio finale per i due atleti bolognesi: Accorsi km 99,620 e Barchetti km 91,850. Risultati ottimi, visto anche il percorso molto impegnativo (2 salite importanti e diversi falsipiani) e che coronano questo inizio di stagione davvero ricco di soddisfazione per la coppia di Crevalcore. Seconda posizione rispettivamente per Mario Pirotta (km 93,240) e Ilaria Marchesi (km 84,980). Terzo gradino del podio per Andrea Zambon (km 89,960) e Nicole Lasagna (km 81,090). La maratona è stata vinta dal romano (ormai bolognese d'adozione) Fabio Ricci con il tempo di 2h55'59" e tra le donne dall'azzurra Paola Sanna (2h59'54").
03 Aprile 2012: GIORGIO CALCATERRA VINCE LA ROHNILL CONNEMARATHON (IRLANDA)
dalla redazione
A tre settimane dal via del Campionato Mondiale/Eu della 100 km, il detentore in carica del titolo Giorgio Calcaterra si presenta in forma strepitosa. Era annunciato da tempo sulle testate dei blog e dei giornali irlandesi, come probabile protagonista dell'edizione 2012 della Ronhill Connemarathon. Questo evento, dalle caratteristiche uniche per la bellezze del territtorio e la partecipazione del pubblico, dura un giorno, e presenta 3 gare su strada: la 1/2 maratona, la maratona e l'ultramaratona sulla distanza dell 39,3 miglia (km 62,247). E' appunto su questa gara che Calcaterra ha sbaragliato tutta la concorrenza, stabilendo (primo uomo di sempre a scendere sotto il muro delle 4 ore) il nuovo eccezionale record del percorso: 3h56'56". La media tenuta dall'azzurro è impressionante, se si considera che il percorso comprende parecchi dislivelli e non è certamente pianeggiante: 3'48" al km...! Il secondo atleta, Keith Whyte, irlandese classe 1979 con 7h28' di personale sui 100 km, è arrivato al traguardo con quasi mezz'ora di distacco da Calcaterra. 4h21'38". Se il buongiorno si vede dal mattino, siamo certi che il 22 Aprile sulle strade di Seregno "Re Giorgio" ci farà divertire...!
02 Aprile 2012: "CABALLO BLANCO" NON CORRE PIU'. TROVATO MORTO MICAH TRUE IL LEGGENDARIO ULTRAMARATONETA
dal Corriere della Sera
WASHINGTON - E’ morto il «Caballo blanco», il cavallo bianco. Dopo quattro giorni di ricerche lo hanno trovato in un'area remota del Gila National Park, New Mexico, dove era andato per una delle sue lunghe maratone. Il «Caballo blanco» era Micah True, 60 anni, un ultra-runner. Un gran corridore capace di macinare - a passo di corsa - più di 40 chilometri in terre selvagge, magnifiche ma sopratutto aspre. Ed è quello che voleva fare anche martedì, non appena ha lasciato un piccolo motel nel parco, nella parte ovest del New Mexico.
UN MALORE? - Solo che deve essere successo qualcosa di imprevedibile che ha spezzato la sua maratona: probabilmente un malore, visto che non vi sarebbero segni di trauma. All’inizio tutti avevano scommesso sulle doti di resistenza di Micah e sulla grande esperienza. «Lo vedremo spuntare da qualche roccia, stanco ma con il suo inconfondibile sorriso», si era augurato un amico. Ma con il passare delle ore sono cresciuti i timori. True era partito in maglietta, calzoncini, scarpe da ginnastica. Più la borraccia con l’acqua. Abbigliamento buono con il sole, ma decisamente leggero per la notte glaciale. E domenica mattina una delle tante squadre di soccorso ha rinvenuto il cadavere nei pressi del Woody's Corral.
GLI AMICI INDIOS - L’uomo chiamato cavallo non era certo un tipo comune. Era diventato il «Caballo blanco», infatti, dopo un incontro con quelli che sono i suoi migliori amici nonché un modello: i Tarahumara, tribù abbarbicata sulla Sierra Madre messicana. Originario del Colorado, appassionato di corsa in terreni «ostili», True aveva conosciuto anni fa gli indios ed è rimasto colpito dal loro stile di vita spartano. Vivono con poco, sono abituati sin da piccoli a percorrere (di corsa) lunghe distanze, devono lottare per campare in una terra non troppo generosa. Micah ha così trascorso lunghi periodi nel bellissimo Copper Canyon, in Messico, regione che gli indios spesso devono condividere con bande criminali. E seguendo il «popolo che corre» aveva migliorato le sue doti di runner.
«BORN TO RUN» - Poi aveva imparato la lingua pre-azteca dei Tarahumara, si era abituato a nutrirsi di cibo semplice (come il mais tostato mescolato a erbe), aveva accresciuto la sua capacità di resistenza alla fatica. Ed aveva anche fatto propria la cultura del «korima»: se hai bisogno di qualcosa devi fare conto sull’aiuto degli altri. L’acqua da bere, una ciotola con qualcosa da mangiare, un tetto per proteggersi, tutto deve venire dall’offerta - volontaria - di un amico o di chi incontri sul tuo cammino. La storia di Micah, affascinante e sincera come gli indios, non poteva restare un segreto della Sierra Madre. E infatti si era tramutata nel soggetto di un libro di grande successo, «Born to run», scritto nel 2009 da Christopher McDougall. Un racconto che ha portato molta attenzione su «Cavallo blanco», senza però cambiarne la vita.
LA BELLEZZA E LA SFIDA - Il corridore instancabile si era trasformato in guida part time per condurre appassionati in escursioni lungo il Copper Canyon e in altre zone remote. Lavoro alternato a gare come l’Ultra Marathon e sfide toste in Colorado. Una gara per misurare se stesso ma anche scoprire una Natura che ti rapisce. «Ho visto la bellezza dall’alto, dal basso e attorno a me», era la sintesi perfetta di Micah per spiegare le sue avventure. Un'emozione vissuta fino all'ultimo.
26 Marzo 2012: OTTIMA LA 1^ EDIZIONE DELLA 6 ORE DI SAN GIUSEPPE.
dalla Redazione
Un clima di vera festa quello che ha accolto gli oltre 150 partecipanti alla 1^ edizione della 6 ore di San Giuseppe, gara di ultramaratona organizzata dall'A.S.D Amatori Putignano in quel di Putignano (BA). Circuito di mt.1278,80 completamente chiuso al traffico e transennato, ricavato all'interno dello splendido centro storico di Putignano, là dove un mese prima andava in scena uno dei carnevali più antichi e più suggestivi d'Europa. Impegnativo dal punto di vista muscolare, reso ostico dai continui cambi di pendenza e dal lastricato difforme della pavimentazione stradale, ma perfettamente allestito dall'organizzazione e costantemente monitorato da un pubblico partecipe. Proprio il forte sentimento messo in vampo dall'intera cittadinanza è stato il vero valore aggiunto di questa manifestazione: migliaia di persone presenti sul percorso a sostenere costantemente gli ultramaratoneti per tutta la durata dell'evento. Ristori luculliani e bande musicali dislocate per le vie del centro storico, ad animare una già colorita gironata di vero sport ed integrazione socio-culturale. Lo spirito di questa manifestazione ha davvero sovvertito i crismi usuali di altri eventi sportivi, mettendo al centro di tutto la sinergia tra forze locali (amministrazione comunale, gruppo spotivo organizzatore) e promozione sportiva, nell'ottica di un pluralismo d'intenti: lo sport come veicolo per l'unione tra il la cittadinanza, le istituzioni e gli atleti. Atleti provenienti da ogni regione d'Italia e con un tasso tecnico molto alto (erano presenti alcuni azzurri di ultramaratona). Grazie alla grande promozione svolta nel corso di questi anni del putignanese Vito Intini, la risposta non poteva mancare, e così è stato. Dal punto di vista agonistico la gara si è animata fin dalle prime battute, con il friulano d'adozione (marchigiano di nascita) Mirco Recchi che ha condotto saldamente le prime 2 ore di gara seguito dal Accorsi e Nicolangelo D'Avanzo, mentre al femminile guidava l'ex azzurra della 100 km Luisa Zecchino, seguita da Monica Barchetti. Partenza con cielo velato e temperature primaverili. Quando il vento ha portato le prime nuvole su Putignano ed un drastico abbassamento delle temperature insieme alle prime gocce, Recchi ha accusato un leggero affaticamento e dalle retrovie è risalito il siciliano Cosimo Manigrasso che ha preso la testa della gara seguito a circa 300mt. da Accorsi e D'Avanzo a 500mt. Cambio anche al vertice femminile, con l'azzurra della 24 ore Monica Barchetti che superava Luisa Zecchino, mentre in terza piazza si assestava Emma Delfine. Lotta serrata per altre due, fino all'inizio della sesta ora, quando Manigrasso aumentava ancora il ritmo consolidando la sua leadership. Accorsi manteneva saldamente la piazza d'onore staccando D'Avanzo che nel frattempo veniva raggiunto da Vito Intini, autore nelle fasi finali di una brillante rimonta, sostenuto dal calore del pubblico di gara. E così rimanevano invariate le posizioni fino alla sparo finale. Vittoria per Cosimo Manigrasso con km 77,943 davanti ad Andrea Accorsi (km 76,024) e Vito Intini (km 75,520). Domino al femminile per Monica Barchetti (8^ assoluta) con km 69,501 che precede Luisa Zecchino (km 60,706) e Emma Delfine (km 66,488). Grande festa in piazza per la cerimonia di premiazione con ricco pasta party (quasi una sagra paesana...!) offerto dall'organizzazione a base di piatti tipici locali. Una manifestazione davvero ben riuscita.
20 Marzo 2012: BALATON SUPERMARATHON A TAPPE MARCO BONFIGLIO 3° ASSOLUTO
dalla Redazione
L'edizione 2012 dell'ultramaratona ungherese che ha portato in 4 tappe gli atleti a compiere il periplo del lago (195,4 km totali), ha registrato quest'anno il livello qualitativo più alto mai visto finora. E ben venga che il nostro connazionale Marco Bonfiglio proprio in questa edizione abbia portato lustro ai colori azzurri, piazzondosi al 3° posto assoluto. Vittoria per l'atleta di casa Peter Steib con il tempo record di 13h00'06". Seconda piazza per lo sloveno Lojze Primozic (13h38'27"). Terzo Marco Bonfiglio in 13h39'41". Tappe sempre regolari per il lombardo che ha mantenuto una media di passaggio alle 4 maratone di circa 2h55'. Complice una brutta infiammazione al periosteo tibiale destro, Marco ha sofferto parecchio durante l'ultima tappa, ma è riuscito a mantenere comunque una media altissima, tale da consentirgli di chiudere comunque al 3° posto finale e di tappa. Reduce da questa bella esperienza, Marco si dice entusiasta della manifestazione, perfettamente organizzata e gestita con tutti i crismi del grande evento internazionale. Luoghi e accoglienza fanno sì che la fatica sia mitigata dall'ambiente circostante e dalla gentilezza degli organizzatori. Negli ultimi 2 anni Bonfiglio è salito alla ribalta dell'ultramaratona italiana e internazionale, cogliendo vittorie e piazzamenti importanti. Tra questi spiccano le vittorie assolute alla Boavista Ultramarathon 2010; alla 100 km Rimini Extreme 2011; alla 100 km Madrid-Segovia 2011 e il 2° posto alla 9 Colli Running 2011. Se il buon giorno si vede dal mattino, siamo certi che le primavere di Marco sapranno produrre frutti importanti...
La gara al femminile ha visto la vittoria dell'ungherese Reka Kovacs con il tempo di 17h04'16".
12 Marzo 2012: VENICE ULTRAMARATHON FESTIVAL: GRANDI RISULTATI E MANIFESTAZIONE DI PRIMO LIVELLO
dalla Redazione
foto di Geremia Tiso
Calato il sipario sulla prima edizione dell'evento più congruo dell'ultramaratona italiana, non rimangono che i bilanci affidati ai numeri e quelli che arrivano dalle voci dei partecipanti. In entrambi i casi non si può non parlare che di un successo straordinario. Se da un lato vale sempre la teoria del "si può far meglio", dall'altro è giusto riconoscere senza alcun timore di smentita, che questa manifestazione all'esordio (ed è bene sottolineare quanto sia difficile la gestione di "una prima") ha ampiamente vinto la sua scommessa, mettendo sul campo qualità salienti al punto tale da azzerare ogni altro aspetto. Il percorso non era di facile gestione, data la lunghezza e la possibilità di monitorarne eventuali "tagli" da parte di qualche disonesto (cosa che purtroppo è accaduta, ma questo non deve vanificare lo sforzo degli organizzatori, piuttosto deve evidenziare lo scarso spessore umano e sportivo di chi, quei tagli, li ha compiuti), ma sulla spettacolarità ogni parola in più non renderebbe onore a ciò che la commistione tra lavoro della natura e lavoro dell'uomo, hanno partorito al Parco San Giuliano. La logistica di gara era curata nei minimi particolari, con risori luculliani ed oggettivamente perfetti per le tipologie di gare in corso. Spogliatoi e docce a 10mt. dalla zona partenza/arrivo e premiazioni ricche e celeri. Qualche disagio dovuto a incomprensioni tra giudici e cronometristi ha causato un susseguirsi di "correzioni" sulle classifiche, ma nula che non sia stato possibile risolvere in tempi e termini comprensibili. Insomma, l'esperienza e le qualità messe in campo dagli organizzatori, nelle persone di Andrea Zambon e Enrico Vedilei, la gentilezza e la disponibilità dei tanti amici, volontari, collaboratori e sostenitori hanno contribuito a creare 2 giorni indimenticabili. Anche dal punto di vista agonistico non sono mancati i riscontri più che positivi, dovuti ad eccellenti prestazioni fornite principalmente dai tanti azzurri di ultramaratoni presenti in gara. La 6 ore ha visto il dominio (e anche l'assegnazione della miglior prestazione tecnica di giornata, da parte della giuria tecnica) dell'atleta di casa Marco Boffo, che ha vinto con km 89,157, precedendo Ivan Cudin (km 82,620) e Nerino Paoletti (km 81,701). Ottimo auspicio per i prossimi Campionati del Mondo della 100 km su strada di Seregno (MI), in programma ad Aprile. In campo femminile, dopo il forfait di Monica Carlin al 50° km, testa della gara nelle mani di Francesca Marin, che termina vincitrice con km 77,551 (5^ assoluta). Alle sua spalle Sonia Ceretto (km 74,174) e Lisa Borzani (km 71,875).
Nella 100 km partenza azzardata di Alessandro Rastello, che abbandono dopo 4 ore di gara. A quel punto prende il largo Giacomo Maritati (triatleta reduce anche da deca Ironman) e termina a braccia alzate dopo 8h52'30". Dietro di lui si piazza la 1^ donna, ovvero Barbara Galimberti, con il tempo di 9h19'52".
Piazza d'onore al maschile per Paolo Bacchin (9h31'38") e Roberto Fabbri (10h17'59") e al femminile per Anna Carlone (11h11'30") e Daria Negro (12h19'30"). Nella 12 ore vittoria per il duo bolognese e coppia nella vita Andrea Accorsi e Monica Barchetti (per entrambi si tratta della 2^ Miglior Prestazione Mondiale dell'anno). Gara regolare di Accorsi con passaggio ai 100 km in 8h49'37" e riscontro finale di km 129,969 che glia vale anche il primato personale, Dietro di lui Fabio Busetti, partito con goga e in testa per le prime 6 ore di gara, Busetti conclude con km 126,947. Terza piazza maschile per Emanuel Robles con km 112,302. Monica Barchetti non ha gara in campo femminile, ma nonostante la mancanza di stimoli agonistici, non si risparmia di certo, concludendo con un ottimo chilometraggio, che la vede anche 3^ assoluta della classifica generale, con km 119,680. Seconda donna Alessandra Rado con km 88,180 e terzo gradino del podio per Maria Luisa Costetti (un piacere unico rivedere questa grande campionessa sia di sport che di umanità, di nuovo con il pettorale) con km 67,285. Nella 24 ore la notte veneziana ricca di scorci pittoreschi dal punto di vista panoramico, ma di altrettanti motivi "gelidi" dovuti alla basse temperatura e all'alto tasso di unmidità, ha mietuto vittime illustri, a partire dai favoriti della vigilia come Stefano Montagner e Vito Intini (ancora reduce dalle fatiche dal tapis roulant). Al termine resiste il rumeno Frigura Vasile che vince con km 210,217 precedendo solo nel finale il caparbio Fausto Parigi (in testa per parecchie ore) che termina a km 209,512. terza piazza per Teodo Mura con km 173,566. Buone notizie dal campo "rosa" di gara, dove la sfida tra Sara Valdo e Giancarla Agostini anima le ore finali di gara e porta le due atlete a concludere rispettivamente in 3^ e 4^ posizione assoluta, con un ottimo riscontro chilometrico. Vince Sara Valdo con km 185,203, mentre Giancarla Agostini conclude con km 183,038 davanti a Alessandra Ardau (km 155,405).
05 Marzo 2012: VITTORIE PER ALBERICO DI CECCO E PAOLA SANNA ALLA STRASIMENO 2012
Dalla redazione
Record di partecipazione per quella che di anno in anno si è affermata come una delle più belle realtà del panaorama "ultra" di casa nostra e non solo. Oltre 1700 i partecipanti sulle 5 distanze competitive con più di 500 atleti impegnati nella 58 km. Questi i numeri di partenza della Strasimeno, che quest'anno ha avuto anche una condizione metereologica di assoluto favore: giornata quasi primaverile con poco vento e temperature ideali per correre. Sulle sponde del lago si sono dati battaglia atleti di primissimo livello (mai come in questa edizione si erano registrate presenze così di spicco, sia maschili che femminili)e ne sono emersi vincitori due protagonisti indiscussi: in campo maschile l'ex azzurro di maratona, ora della 100 km , l'abbruzzese Alberico Di Cecco e tra le donne l'ex azzurra della 100 km Paola Sanna. 3h36'05" il tempo di Di Cecco, che dopo 2/3 di gara condotti in compagnia dell'ucraino (giunto secondo in 3h40'02") Glyva Evgenii, allunga a 13 km dal tragurado, dimostrando brillantezza e ottima condizione di forma, in vista dei prossimi Campionati Mondiali di Seregno (MI) in programma ad Aprile. Terzo gradino del podio per il romano Marco D'Innocenti (3h40'41"), vincitore lo scorso anno. Paola Sanna (4h27'34") fa gara d'attesa, rimanendo a ruota delle due favorite della vigilia, Monica Casiraghi (2^ in 4h27'57") e Roberta Orsenigo (3^ in 4h28'08")per 57 km, allungando poi sulla salita finale in vista della cinta muraria di castiglione del Lago e andando a cogliere una bella vittoria al rientro di una gara "ultra", dopo circa due anni dall'ultima esperienza.
20 Febbraio 2012: PIOGGIA DI RECORD A PUTIGNANO (BA) SUI TAPIS ROULANT
dalla Redazione
A Putignano (BA), sabato 18 Febbraio presso il Chiostro del Comune, all’interno di un’antica struttura che in passato ospitava un convento, è stato allestito un palco sul quale trovavano alloggio 4 tapis roulant. Il tentativo di record messo in atto dall’atleta locale Vito Intini (già detentore del primato italiano della 100 km su tapis roulant ottenuto proprio a Putignano suo paese natale lo scorso anno) prevedeva una prova sulla distanza delle 24 ore. Andrea Accorsi e Monica Barchetti amici di Vito da anni, hanno deciso di dargli manforte correndo una parte delle interminabili 24 ore al suo fianco e tentando a loro volta di abbattere due primati: Andrea quello Europeo della 50 km stabilito nel 2005 dal britannico Martin Tigghe con 3h44’48” e Monica quello Italiano della 6 ore, finora mai tentato da nessuna atleta nostrana. Correre su un tapis roulant a certe andature (13,8 km all’ora per Andrea e 11,8 km all’ora per Monica) presenta difficoltà notevoli dovute alle continue sollecitazioni che ricevono i tendini sottoposti all’elasticità amplificata che la pedana mobile restituisce al piede nell’impatto. Per questo motivo la prova dal punto di vista fisico si presenta particolarmente provante e forse lo diventa ancor di più da quello mentale. Rimanere tante ore in movimento, senza in realtà spostarsi mai fisicamente dal luogo dove si staziona e rimanere con gli occhi puntati sempre sullo stesso panorama, richiede una forte concentrazione e un dispendio ulteriore di energie dovute alla continua ricerca dell’equilibrio che il tapis roulant impone per non cadere (cosa che chiaramente non accade nella corsa canonica). Ma tutto ciò contribuisce a fortificare l’ultramaratoneta, che proprio in quest’ottica cerca sempre nuovi stimoli e nuove opportunità di esercitare le proprie risorse sia fisiche che mentali. Il tutto è vigilato e registrato dalla presenza di due Giudici Federali, per l’eventuale omologazione dei primati e la regolarità della prova. Andrea: “Sono partito con la precisa volontà di mantenere un ritmo costante per tutti i 50 km. Avevo affrontato una decina di allenamenti in palestra a Crevalcore dove abito, per abituarmi a correre sul tappeto, strumento che prima di oggi non avevo mai praticato. Ho impostato 13,8 km (4’20” al km) all’ora fin dall’inizio e sono passato regolare alla mezza maratona (1h32”) e alla maratona (3h04”). Nel finale a causa del molleggiamento esagerato che il tappeto conferisce ad una certa velocità mantenuta nel tempo, mi sono venuti crampi ai polpacci. Ho cercato di superare il momento calando leggermente la velocità, per poi riprendere nella parte finale, sostenuto anche da un calorosissimo pubblico presente sulla piazzetta del chiostro. Chiudere con oltre 4’ di vantaggio sul precedente primato è stata una grandissima soddisfazione.” Andrea finisce con il tempo di 3h40’25” che gli vale il record Europeo di specialità e la 3^ miglior prestazione al mondo di tutti i tempi.
Monica, che ha prestato assistenza ad Andrea durante la sua prova, è poi salita a sua volta sulla pedana, e i ruoli si sono invertiti. Anche lei partita molto regolare a 11,8 km all’ora (5’ 10” al chilometro) ha mantenuta questa media fino al 30° chilometro, per poi affrontare il primo momento di crisi, quando il tappeto ha iniziato a presentare il conto alle gambe. Da ultramaratoneta esperta e resistente qual è, ha cercato di mantenere la concentrazione e calando il ritmo ma cercando di recuperare energie mentali e d elasticità muscolare, ha superato il momento di difficoltà, per avviarsi al completamento della sua prova.
Monica: “Temevo abbastanza questo tentativo di record, non avendo alcuna pratica con questo strumento, se non qualche seduta nelle settimane precedenti. Ma l’idea di unire il nostro sforzo a quello dell’amico Vito mi ha convinta a provare, anche nell’ottica di sperimentare una nuova prova di resistenza che sono convinta tornerà utile in futuro, soprattutto per la resistenza mentale.” Alla fine Monica chiude con km 67,570 ponendo un sigillo di notevole qualità sulla sua prova e registrando così la nuova miglior prestazione italiana assoluta (in attesa di verifica anche Europea e mondiale). Monica” Il calore del pubblico al Sud è davvero uno stimolo che ti porta ad avere una marcia in più. Sono felicissima per quello che abbiamo fatto e per come siamo stati accolti. La mia prestazione mi soddisfa tanto e mi fa ben sperare per i prossimi impegni che ci attendono di qui a breve”. Monica e Andrea saranno impegnati il 10 Marzo a Venezia per il 1° Festival Italiano dell’Ultramaratona, all’interno del Parco San Giuliano, nella gara delle 12 ore. Poi dopo un periodo di rifinitura, partiranno alla volta dell’Ungheria, dove sulle sponde del lago Balaton parteciperanno anche quest’anno alla 6 Giorni Running, dove nell’anno precedente Monica aveva stabilito la Miglior Prestazione Italiana assoluta di specialità con oltre 705 km. Per l’amico Vito Intini le cose vanno davvero nella maniera migliore, frantumando il precedente record italiano della 24 ore su tapis roulant (che apparteneva ad Antonio Mazzeo con km 156,970 del 2005), coprendo esattamente km 220,280 (8^ prestazione mondiale di sempre). Vito dimostra di essere un atleta dal fortissimo carattere, capace di superare momenti di crisi e difficoltà notevoli con immenso spirito di adattamento. Qualità che sa gestire al meglio, anche in situazioni di disagio notevoli come il tapis roulant. Presente a dare il suo sostegno, sia come atleta che nelle vesti di amico, anche Enrico Vedilei, che corre una maratona sul tappeto in 3h25'. Questi e tanti altri sono stati i presenti che hanno mantenuto vivo lo spirito di Vito anche nei momenti di maggiore difficoltà, assieme a tutto il paese che ha saputo stringersi intorno al suo concittadino con calore unico ed esemplare.