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01 feb 2009 - MARIO FATTORE

01 feb 2009 - MARIO FATTORE - MONDOULTRA
a cura della Redazione
"E pensare che da ragazzino sognavo di diventare un calciatore di serie A
Mi incantavo davanti alla TV, alla radio ..."

Erano trascorsi appena 5 minuti dalla partenza.

Ne mancavano più o meno 230 alla fine e con la sua voce spensierata rompeva il silenzio di un argine avviluppato dalla nebbia: “ Enrì … quanto manca ? “
Correre fianco a fianco con un 2 volte Campione del mondo può rendere la vita difficile a un podista qualunque come me, che vive di emozioni cucciole, paragonate ai bagliori di un uomo che è salito sulla vetta del mondo “ ULTRA “.
Due volte.
Amalgamarsi con colui che hai ammirato, imitato e forse anche invidiato può apparire onirico e perfino presuntuoso, per uno come me, che con la sua immagine stampata nel cuore ha corso la prima 100 km quando lui vinceva l’ennesimo titolo Italiano di specialità.
Ridere, scherzare e scoprire un uomo grande dentro l’involucro di un grande atleta è molto più di quanto potessi immaginare.
Mario Fattore ha il potere di far risplendere il sudore sulla fronte di chi gli sta accanto, con l’ironia che solo le persone sagge e profonde sanno donare a piccole dosi.
Dispensa pillole di bonarietà anche quando le luci del palcoscenico si sono spente senza lasciare una scia particolarmente luminosa e la memoria di chi dovrebbe rendere onore a coloro che hanno onorato una bandiera, giace nel limbo del dimenticatoio.
Mario Fattore è la migliore insegna che un movimento pulito e lascivo di vezzi che non siano annodati al sudore, possa paventare al mondo fraudolento che si occulta dietro vetrine di luci fasulle.
Un piccolo capolavoro del sacrificio, della passione che nasce da un sentimento forte, da un’emozione che spicca il volo anche quando il rischio è quello di atterrare con un pugno di mosche.
Mario Fattore, 2 volte Campione del Mondo, si è concesso a MONDOULTRA con la stessa semplicità, con la medesima naturalezza con la quale ha animato la nostra domenica di Gennaio sull’argine nebuloso del fiume Lamone.

Da un documento originale concesso gentilmente da Mario:
Il Campione Mario Fattore racconta Mario Fattore
... e chi l'avrebbe mai pensato!

“E chi l’avrebbe mai pensato: Campione del Mondo dei 100 km, e di corsa tra l’altro!!!”.
E pensare che da ragazzino sognavo di diventare un calciatore di serie A! Mi incantavo davanti alla Tv, alla radio e studiavo nell’album delle figurine Panini (tifo Juve)...
Tutto ciò fino a quando un bel giorno mio fratello mi presta la sua bici da corsa Pinarello per prender parte ad un raduno cicloturistico: bastò poco per scatenare in me una passione irrefrenabile per il Ciclismo! Dopo varie gare amatoriali (e cadute!!) decisi di approdare nel Dilettantismo: l’impatto fu inizialmente entusiasmante, ma in un secondo momento si rivelò traumatico, perché mi trovai a gareggiare con atleti agguerriti in procinto di “passare” professionisti. Non ero pronto psicologicamente per sostenere certi sforzi e dopo varie vicissitudini (problemi famigliari, scolastici ed anche economici) decisi di mollare con rammarico!
Terminati gli studi alle Magistrali iniziai a lavorare qua e là, ma il desiderio di fare Sport era sempre vivo in me: alternavo la bici alla corsetta, un connubio che suscitava in me un grande interesse, tant’è che feci tante gare di Duathlon regionali (vincendole!) e qualcuna di Triathlon (con lacune nel nuoto). Nel frattempo mi divertivo tantissimo a gareggiare in corse podistiche nella mia Regione: ascoltavo attentamente e cercavo di imparare tanti segreti del mondo del podismo. “Ehi Mario, perché non provi a fare una Maratona?” - “Voi siete pazzi, troppo lunga per me! “, rispondevo ai miei amici che me la proponevano! Ma bastò poco per convincermi: dopo qualche mese ne improvvisai una ad Ortona (Ch): 2 ore e 39 minuti con immensa felicità! Dopo un anno e mezzo già arrivai a 2 ore e 25 minuti nella Maratona di Chieti, sempre nel mio Abruzzo. Man mano ne facevo sempre di più in un anno, conoscendo paesi e persone con svariate particolarità, ma mai con un’allenamento ben specifico. Mi impressionavano tutti quei maratoneti capaci di correrla sotto le 2 ore e 10 minuti e tutti quei grandi atleti che emergevano in competizioni uniche e singolari come la Corsa in Montagna, nel Deserto, nei Paesi Freddi, in tutto ciò che potesse richiamare lo spirito avventuriero dell’uomo. A proposito di avventura~ mi parlavano di una strana gara di 100 km in Italia che andava da Firenze a Faenza, la “100 km del Passatore”, alla quale dovevano far parte alcuni miei amici che non finivano mai di elogiare coloro che almeno una volta nella loro vita l’avessero portata a termine. L’idea di parteciparvi mi tormentava continuamente e così decidi di seguirli “a ruota”: 20 assoluto e Campione Italiano al primo colpo con il tempo di 7 ore e 9 minuti, tra lo stupore di tutti!
Convocato in Nazionale, mi ritirai al Campionato del Mondo in Francia ed arrivai a stento in quello Europeo, molto sfiduciato, ma con delle riserve e tanta carica! L’anno dopo il Team Manager dell’Ultramaratona Italiana decise nuovamente di farmi partecipare ai Mondiali a Torhout, in Belgio, dopo alcune belle vittorie (50 km di Romagna, Camp. Italiano di Maratona Estrema, ecc.). E non sbagliò, perché andai lì con un’ottima forma ed incredibilmente trionfai con il tempo di 6 ore 34 minuti e 23 secondi!!! Feste, elogi, complimenti e promesse che si trasformarono a lungo andare in alcune delusioni in grado di demotivare i miei allenamenti. Ma ben presto ritrovai la carica giusta nel mio io, riuscendo a preparare e vincere “il Passatore” nel 2003, trampolino di lancio per arrivare a Taiwan, sede dei Mondiali di 100 km dello stesso anno. Appena arrivati nell’isola avvertimmo subito il caldo afoso ed umido che la caratterizza: mi fecero sentire come un Divo, ma era meglio restare on i piedi per terra.
Nel giorno della gara c’era tantissima gente a fare da coreografia alla manifestazione e a competere per varie distanze (4000 per la 100 km, 4000 per la 50km e 24.000 per le altre!). Da indifferente vedevo tanti occhi puntati su di me, ma cercavo sempre di mantenere la calma: avevo un’adrenalina addosso che mi dava una gran forza, anche quando mi ritrovai solo con cinque Russi e quando mi vennero i crampi a 20 km dall’arrivo ed avevo 5 minuti di vantaggio sul secondo, il Russo Murzine! E qui che sta il segreto della Cento: la forza d’animo, la forza psico-fisica, “mens sana in corpore sano”; furono 20 km terribili, di sofferenza, di coraggio che mi accompagnarono fino a tagliare il traguardo con la Bandiera Italiana tra le mani. Per la seconda volta ero Campione del Mondo di 100 km, ancora più soddisfatto della prima, perché questa volta avevo ancora di più capito l’importanza e il valore di quella Bandiera e di quell’Inno Nazionale, principi fondamentali del Centro di Addestramento Ginnico-Sportivo dell’Esercito nel quale io felicemente militavo e speravo di restarci definitivamente.

Mario Fattore
 
Semplicemente Fantastico
Mario Fattore campione mondiale della 100 chilometri(per 2 volte!),strepitoso atleta delle distanze infinite, capace di raggiungere ogni risultato e restare fedele al suo piccolo mondo antico!!!
Camminare lungo la strada invisibile, eppure così netta, di Villa Romagnoli, paese piccolo, posto dell’anima, di piccole felicità e immensi silenzi. Srotolare un filo impercettibile fatto di fatica, di pensieri semplici e profondi, di parole contate e di umiltà. Entrare, senza metterlo a soqquadro, nel piccolo mondo che sembra così antico di Mario Fattore, il campione delle distanze infinite,uno dei nostri campioni. Provare a capirlo, magari partendo da momenti così diversi della sua vita .
 La grande felicità di Mario, che a Torhout, in Belgio, è diventato Campione del mondo di ultramaratona.La sua gioia fermata nell’immagine del ritorno al paese: «Mi hanno fatto fermare all’entrata del Comune di Mozzagrogna, ho percorso a piedi l’ultimo chilometro e il corso che era pieno di bandiere tricolori. Le avevano preparate per il Mondiale dell’Italia, le hanno usate per me.E in fondo sono stati più contenti. E’ stato bellissimo, c’era la banda, c’erano le autorità, e c’era tutta la mia gente. Anziani e giovani, proprio tutti. Non è facile, per loro, capire questo sport che ho scelto. Ma capiscono me, mi vogliono bene e non mi fanno sentire solo».     
Mario Fattore ha scosso il Mondo delle Ultra piombandoci dentro di forza:racconta un approccio da ultramaratoneta per caso.”Un giorno di gennaio del 2001 esco con mio fratello Luciano e Valentino Caravaggio, che già avevano questa disciplina nel sangue. Loro dovevano fare un allenamento di quattro ore, io pensavo di accompagnarli per un’oretta. Siamo stati insieme per tutto il tempo: alla fine ero distrutto, e innamorato dell’idea.Al punto da bruciare le tappe.Pensavo di allungare le uscite per migliorarmi in Maratona. Ma, a forza di farlo, mi sentivo sempre meglio. Insomma, mancava un mese all’appuntamento quando ho deciso di fare la Firenze-Faenza.Questo anche grazie anche ai capiscuola Enrico Vedilei e Claudio Bellisario. Non che fossi poco allenato, intendiamoci, ma quelle restano sempre scelte da ponderare. Invece, a Firenze mi sono presentato da sconosciuto. Ho fatto la gara sui russi, con prudenza, ho avuto anche la mia bella crisi dopo sessanta chilometri, ma quando l’ho superata mi pareva di volare. E infatti: secondo al traguardo, in 7:09’, titolo italiano in tasca e euforia alle stelle. Quando mi hanno convocato per la Nazionale, ero commosso. A farla breve,ho fatto una bella marcia di avvicinamento al Mondiale di Torhout, ma dopo il ritiro in Francia nel 2001, nella gara iridata di Cléder, e il sedicesimo posto agli Europei olandesi di Winschoten dello stesso anno, nessuno e forse neppure io pensavo al successo.
Ho iniziato a gennaio ,quando abbiamo organizzato una sei ore al Cavalluccio di Chieti. Tutti noi ed Antonio Mazzeo, in tutto eravamo sedici. Poi ho cercato il ritmo in Maratona: a Ferrara, dove ho corso in 2:25’, a Roma, a Russi dove inaspettatamente ho migliorato il mio limite, in 2:23’. E ancora: 50 km di Romagna, Ecomaratona dei Marsi a Collelongo, corsa insieme a Franco Zanotti. Siamo arrivati insieme per scelta, hanno classificato prima me e mi sono trovato con un altro titolo tricolore di Trail tra le mani, dopo quello del 2001. La tentazione di correre anche il Passatore, magari a ritmi più tranquilli, era forte. Ma avevo paura di farmi prendere la mano e ho preferito rinunciare. Franco Ranciaffi, presidente Iuta, era stato chiaro: Se vai lì, poi non corri al Mondiale!
Non volevo perdere questo treno per il Belgio!”                                                                                                 
Mario Fattore apre il sipario sulla storia e sulla gloria:”A Torhout ero cosciente di poter fare bene. Ma non pensavo di vincere davanti a gente come Pascal Fétizon, per dirne uno. Ho seguito i migliori, ho tenuto la scia dei russi. E mi sono alimentato bene durante la gara, a differenza di altre volte. Nel finale avevo un distacco di 2’30” dallo spagnolo Martinez, non calava e credevo di non prenderlo più. Invece l’ho agganciato all’87° chilometro, e sono andato via. E a dieci chilometri dal traguardo, quando ho realizzato che avrei potuto vincere, mi è scappata anche una lacrima:CAMPIONI DEL MONDO!!!!Era il motto di tutti i miei amici sportivi e non!Nella mitica Notte delle Fiandre era accaduto qualcosa di indescrivibile.Era il 22/06/2002 (ore 02:36!):6ore,34min.e 23sec.di pura Adrenalina!!!” 
Tarquinia,08/11/2008,Campionato Mondiale 100km:per la prima volta in Italia…sono passati 6 anni da quella bellissima Notte!Tra gioie,crisi ed emozioni siamo ancora qua’ a difendere i nostri colori ed il nostro sano movimento di Ultramaratona..non e’ facile ,ma stimolante lo stesso.                                           
“Per me,il bello sarebbe riuscire a superare tutto questo, a ricollegare la testa alle gambe:non è semplice,ma nemmeno impossibile!
Mario Fattore

 
Curriculum Sportivo di MARIO FATTORE
ATLETICA BRUNI VOMANO (TE 049) -TESSERA NA006895-
Nato a Lanciano(CHIETI) il 18/06/1975 - Residente in via principale 103 a Villa Romagnoli, comune di Mozzagrogna -66030- CHIETI (ITALIA)
 
Tra i suoi principali risultati sportivi ricordiamo:
- CAMPIONE MONDIALE 100km di corsa su strada 2002 (Torhout,BELGIO) - 6h 34m 23s
- CAMPIONE MONDIALE 100km di corsa su strada 2003 (TAIWAN) - 7h 04m 57s
- CAMPIONE ITALIANO 100km di corsa su strada 2001,2003,2005 (“100KM DEL PASSATORE”,FIRENZE-FAENZA)
-CAMPIONE ITALIANO MARATONA TRAIL 2002,2003 (Collelongo,L’AQUILA)
-CAMPIONE ITALIANO 50km 2002 (PalerMO)
-CAMPIONE ITALIANO “30 miglia trail” 2001,2002 (Perinaldo,SANREMO)
-VINCITORE della “SWISSALPINE MARATHON 78k” 2004 (Davos,SVIZZERA)
-VINCITORE della “MARATONA DELL’ ETNA” 2006 - GUINNES DEI PRIMATI da 0 a 3000 METRI! - (Catania)

-HA PORTATO A TERMINE circa 120 GARE tra MARATONA e ULTRA
-PERSONAL BEST MARATONA: 2h 23m 48s - (Russi,RAVENNA)

RICONOSCIMENTI:
”Croce d’oro al merito militare” da parte del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi (2005).
“Distintivo dello Sport con Stella d’Oro” da parte del Capo di Stato Maggiore della Difesa Ten.Generale Giulio Fraticelli (2004).
“Benedizione Papale” per merito del PANATHLON INTERNATIONAL dal Papa Benedetto XVI (2005).    
“Best Ultrarunner” IAU-IAAF (2003).
                                      

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