La partecipazione dei migliori quest'anno è stata fortemente condizionata dalla improvvida vicinanza col campionato del mondo, ma il Passatore ha saputo trionfare ancora una volta assicurandosi due vincitori di tutto rispetto.
In cima alla Colla passa per primo il Grande Giorgio, come previsto, che nella prima parte ha seraficamente rintuzzato le velleità del giovanissimo russo Vsevolod Kodyakin, che all'inizio della salita aveva provato addirittura a sopravanzarlo. Sui tornati dell'Appennino, Giorgio, che ormai conosce il percorso come le proprie tasche, rimonta il russo e lo lascia al suo destino. Poco dopo sarà preda anche della rimonta di Marco D'Innocenti, molto tonico e determinato. Marco passa con poco più di un minuto di distacco. Ci dicono che durante la discesa ha provato ad annullare l'handicap, ma Giorgio ha subito accellerato di quel tanto che bastava e non c'è più stata storia. Tuttavia la bella prova di Marco ci fa rimpiangere ancora di più la sua esclusione dalla nazionale dei 100km, nonostante la forma eccellente ed il suo recentissimo passato di "eroe" di Tarquinia, dove fu determinante per il successo di squadra. Alle loro spalle il russo dimostra di avere grandi doti di carattere perchè prova a tornare sotto: non ce la farà ma il suo terzo posto è più che valido. Vsevolod (nato il 8 gennaio 1989!!!) era presente anche lo scorso anno (a 19 anni) e fa parte di una nuova cucciolata di fondisti russi. tutti siberiani, di cui fa parte anche la vincitrice della corsa-donne, Irina Vishnevskaya, classe 1982, al suo esordio sull'Appennino, e la Veronika Lopatina (1982), che invece ha preferito la maratona di Stoccolma, corsa sul piede di 2:40. Peccato che al mondiale probabilmente non vedremo nessuno di questi protagonisti, la cui assenza va a sommarsi a quella dello squadrone russo che ha dominato le Comrades in campo femminile. Si preannuncia dunque il mondiale più povero della storia, visto che anche i giapponesi hanno lasciato a casa Norimi Sakurai e la squadra maschile che aveva dominato due anni orsono, mentre i britannici hanno rinunciato a Lizzy Hawker. Tutte le campionesse del mondo degli ultimi tre anni dunque saranno assenti.
Dietro ad Irina si è rivista la nostra Paoletta Sanna, in versione quasi amatoriale. Prima della partenza le abbiamo parlato ed ha confermato la sua affezione straordinaria per il Passatore ("irrinunciabile") ma anche che le sue prospettive ed il suo allenamento la portano ormai verso altri obbiettivi. Infatti ha corso con grande saggezza, senza strafare, realizzando comunque un tranquillo secondo posto che le vale il titolo italiano. Fra le altre abbiamo visto Daniela Da Forno, altro pezzo mancante della nazionale, che è andata bene fino alla Colla, dove è passata addirittura seconda, ma poi ha mollato.
Il numero di arrivati ha superato nettamente i novecento, anche quest'anno, ma è da notare che fra loro c'erano molti esordienti, magari non più giovanissimi, a conferma che per un podista fare almeno un Passatore nella vita è irrinunciabile.
Una menzione la merita infine Antonino Caponetto, classe 1931, che ha chiuso 152simo, in 10:49.54!!!
















