Sharon Gayter è l’atleta inglese di ultramaratona più famosa nel mondo. Da oltre 25 anni scala ripetutamente tutte le classifiche delle gare più dure. Primatista nazionale in tutte le discipline che varcano la soglia dei 100 km, Sharon sembra non accusare per nulla il lento incedere degli anni e si presenta sulla linea di partenza ogni volta più competitiva che mai. Nel corso di una carriera gloriosa, ha affrontato distanze e avventure che farebbero rabbrividire anche i più coriacei uomini. 510 miglia in sei giorni, tanto per fare un esempio, con una corsa continua per circa 21 ore al giorno.
Attualmente è la numero uno della nazionale inglese della 24 ore ed ha indossato la maglia in competizioni ufficiali per ben 23 occasioni, dal lontano 1994, quando fece il suo esordio in nazionale. Nel 2008 risultava all’11° posto assoluto nel Ranking Mondiale femminile, per gare comprendenti strada/pista/indoor.
Sempre nel corso del 2008 ha migliorato il primato inglese della 24 ore indoor, correndo per 219 Km al Bislett Stadium, prestazione che le è valsa anche come miglior distanza al mondo al coperto, dell’anno. Ad oggi ha portato a termine più di 800 gare ufficiali di ultramaratona.
Ricordiamo alcune delle gare più stimolanti di questa immensa atleta: la MORAVIA ULTRA MARATHON (7maratone in 7giorni); la GORE-TEX TRANSALPINE RUN; la VERDON CANYON CHALLENGE. Ma una supera di gran lunga tutte le altre: la FLORA MILE CHALLENGE 1000. 1000 miglia percorse tutte sul tracciato della maratona di Londra, in sei settimane (38 volte il tracciato della maratona)finendo giusto in tempo con i 42 km finali della maratona ufficiale.
Nel 2006 ha stabilito un record mondiale che difficilmente verrà battuto nei prossimi anni: sul durissimo percorso che collega Land’e End a John O’Groats di oltre 837 miglia, è riuscita a coprire la distanza nel tempo sensazionale di 12 giorni e 16 ore. La stampa inglese e quella internazionale l’hanno definita “un’impresa immane”. Grazie al supporto di un’equipe altamente professionale, capeggiata dal marito Bill, Sharon ha scritto una pagina indelebile nella storia dell’ultramaratona.
A fronte di risultati così importanti, il suo indomito spirito d’avventura non l’ha di certo relegata sugli allori, spingendola a cercare sempre nuove dimensioni e scenari diversi dove confrontarsi con la fatica e i chilometri. Nel 2008, infatti, ha preso parte al Libia Challenge, gara di 190 km nel deserto della Libia. Quest’anno, dopo una piccola delusione patita nel corso del Campionato Mondiale della 24 ore di Bergamo, dove a causa di problemi di disidratazione non è riuscita ad andare oltre i 172 km, si è rifatta in una delle classiche americane: la Badwater. 135 miglia all’interno della Valle della Morte, in California, con una temperatura media diurna di 50°. Sharon si è classificata 4^ donna e 14^ assoluta, con l’ottimo tempo di 31h12’. Il sorriso e la genuinità di quest’atleta, sono una testimonianza di come sia possibile rimanere ad alti livelli per tanti anni, senza perdere mai la cognizione del proprio io. Oltre che una campionessa, un esempio umano.