Dove collocare l'inizio delle ultra-maratone nella storia?
Gli esseri umani hanno sempre corso, anzi più si va indietro nel tempo più si scopre che la corsa era un normale mezzo per spostarsi ed accudire alle necessità quotidiane del proprio gruppo sociale. Corsa veloce, scattante, per il cacciatore preistorico che doveva sopperire con l'intelligenza alla sua inferiorità fisica rispetto a tutte le prede che inseguiva. Corsa lenta e continua, invece, per i grandi spostamenti stagionali o semplicemente per pascolare le mandrie.
Immaginiamo che la sopravvivenza di un clan dipenda dalla quantità e dalla salute del proprio bestiame, ad esempio bovini. Ne conseguirà che occorre spostare la mandria in continuazione, alla ricerca dei pascoli migliori e gli individui più capaci di spostarsi facilmente troveranno l'erba più buona e la loro mandria crescerà in numero e qualità. Questo preistorico pastore diventerà più ricco degli altri e sarà un buon partito, perciò sposerà la più bella del villaggio ed avrà figli ancora più forti di lui. La chiamano selezione naturale.
Immaginiamo adesso che questo processo avvenga in un ambiente ostile quanto all'altitudine, ma non quanto alla temperatura. I tipi umani destinati ad affermarsi non saranno necessariamente piccoli e grassocci, come quelli destinati a confrontarsi con un ambiente molto freddo o eccessivamente in quota, ma saranno longilinei e leggeri, adatti alla corsa. Immaginiamo che questi gruppi umani conducano una esistenza del genere per migliaia di anni, migliorando le proprie capacità di muoversi generazione dopo generazione, fin quasi ai tempi nostri.
Fatto? Ebbene ora fate mente locale al Kenya...
Dunque la corsa esiste da sempre, ma quando sono cominciate le gare di resistenza, e che documenti abbiamo in proposito?
Per rispondere a questa domanda occorre rifarsi ai documenti storici, magari leggendari, che sono arrivati fino a noi, a cominciare dal più antico che abbiamo: la Bibbia.
Sorprendentemente è proprio in questo libro che troviamo la risposta alla nostra domanda iniziale. Vi si narra, infatti, che sotto il regno di David si combattè una battaglia intorno alla città di Emphraim e che le truppe di David mossero dalla città di Mahanaim. Al termine della battaglia un messaggero venne inviato nella seconda città per annunciare la vittoria. Correva l'anno 1080 avanti Cristo, più o meno.
I siti archeologici delle due località sono stati individuati e, facendo riferimento alla possibilie viabilità dell'epoca, si è calcolata la distanza fra i due siti in circa 59km. Dunque, questo messaggero è il primo ultra-maratoneta documentato della Storia.
Ma la narrazione biblica è ancora più interessante, infatti ci tramanda anche il nome del corridore: si chiamava Ahimaaz figlio di Zadok. Ma il racconto non finisce qui. Prosegue infatti narrando che quando Ahimaaz raggiunse la sua destinazione trovò che la porta della città era aperta, nonostante che fosse ormai il tramonto e che ci fosse una guerra in corso. Stupito, ne chiese il motivo alle guardie, ed una gli rispose che la porta era stata aperta proprio per accoglierlo. Infatti una guardia, vedendo la sua minuscola figura muoversi lontano nel deserto, lo aveva riconosciuto dal suo stile di corsa!
Questa semplice narrazione ci dice alcune cose interessanti. Ci dice cioè che i corridori migliori non si limitavano a fare da messaggeri, ma gareggiavano regolarmente al punto da diventare famosi e riconoscibili anche a grande distanza. Esisteva dunque una regolare attività, probabilmente in occasione di cerimonie e feste tradizionali, o forse in occasione dei funerali, come facevano i Greci e tutti i popoli della Mesopotamia.
Proseguendo nella lettura apprendiamo poi altri particolari molto interessanti. Infatti Ahimaaz ben Zadok non era originario della Palestina dell'epoca, ma si trattava di uno schiavo regalato a Re David dal Faraone d'Egitto, ed era un regalo prezioso proprio in virtù della straordinaria abilità nella corsa di costui. A sua volta non era neppure egiziano, ma era il figlio di un prigioniero cushita catturato a suo tempo in uno dei numerosi scontri con questa poco conosciuta potenza meridionale, situata lungo il corso superiore del Nilo, ed oltre. Basta dare un'occhiata ad una pianta della regione, con qualche annotazione storica, per scoprire che l'Impero Cushita aveva il suo cuore in corrispondenza del Paese che oggi chiamiamo Etiopia.
Dunque, il primo corridore della Storia era un Etiope.
Ma guarda...!