Una vita di corsa.
Il percorso del mio avvicinamento a quello che tutt’oggi si è concretizzato come una realtà, ovvero la maglia della nazionale Italiana dell’Ultramaratona, parte da lontano. Ho sempre praticato, a livello agonistico, atletica leggera, percorrendo la trafila delle categorie giovanili, con un occhio di riguardo per le specialità in pista. Per l’esattezza, mi sono cimentata, con discreti risultati in ambito nazionale sulle distanze dei 400 mt. e 800 mt., fino alla maggiore età. Di lì in avanti gli impegni nel campo professionale e l’avvenuta esigenza di compartecipare all’attività di famiglia, mi ha allontanato dalla pratica agonistica, per la quale era richiesto un impegno, in termini di tempo di sacrifici, al di sopra delle mie possibilità. Non mi sono mai allontanata, però dalla pratica di un’attività che mi permetteva, al tempo stesso, di mantenere un sano equilibrio psicomotorio, fino a quando all’età di circa 36 anni, ho deciso di sperimentare la via della lunga distanza. Ho ripreso ad allenarmi con costanza e mi sono tuffata nel mondo della maratona, passando dai 400 mt. ai 42 chilometri. Era un sogno che desideravo fin da ragazzina, da quando Bordin, Pizzolato e Leone vincevano medaglie e maratone storiche, trasportando il nostro piccolo pianeta podistico, nell’olimpo dell’atletica mondiale. All’insegna delle loro gesta, sono nati i sogni di tanti ragazzini che come me vivevano la quotidianità della pista rossa, condividendo il sudore e la fatica che una disciplina come l’atletica ti impone. I risultati non si sono fatti attendere e dopo l’esordio il 26/02/2006 a Salsomaggiore, con un crono di 3h 17’ che mi ha permesso di conquistare l’undicesima piazza assoluta, l’amore con le lunghe distanze è sbocciato, in un idillio di chilometri, che al cospetto dei pochi metri di cui mi cibavo da bambina, appare quasi impensabile. A tutt’oggi ho portato a termine 31 Maratone, con 7 vittorie assolute, 3 delle quali ottenute su strade internazionali e 17 podi. Vinta dalla gioia di un riscontro al di sopra di ogni più rosea aspettativa, ho deciso di allungare il tiro. Mi sono preparata ulteriormente e forte di una nuova sfida della quale subivo alla pari il fascino ed il timore, ho deciso di tentare una 100 Km. Ho scelta la Germania, terra che amo e dalla quale avevo precedentemente ricevuto soddisfazioni e gratificazioni in maratona. In Agosto del 2006 ho preso parte alla 100 km di Lipsia, giungendo 2° assoluta al traguardo, con un crono di 9h 13’. In seguito a questo risultato, è arrivata la convocazione da parte della Commissione Tecnica Nazionale di specialità, per partecipare al campionato del Mondo, l’anno successivo. Nel frattempo ho migliorato il mio tempo alla 100 km di Tarquinia, portandolo a 9h 04’. A settembre 2007, ho partecipato con la divisa Nazionale ai Campionati del Mondo della 100km su strada, in Olanda a Winschoten. Ho migliorato sensibilmente il mio personale, arrivando a correre la distanza in 8h43’ e conquistando la medaglia di bronzo a squadre. Ma la voglia di andare oltre, di mettermi alla prova senza il pensiero costante che un buon risultato potesse rappresentare un traguardo, bensì un nuovo punto di partenza, mi ha spinto a cercare nuovi lidi. Ho iniziato ad incrementare ulteriormente i chilometri in allenamento, che fino a quel momento si attestavano su una media settimanale intorno ai 90/ 100, portandomi a circa 110/130. Mi sono sacrificata ulteriormente alternando sedute diurne ad altre in notturna, per potermi abituare alla corsa in condizioni estreme. Il tutto per arrivare a preparare una gara sulla distanza temporale delle 24 ore. In seguito ad un contatto con i nostri tecnici federali, in vista della composizione della futura squadra Nazionale che avrebbe rappresentato l’Italia ai prossimi Campionati Mondiali, in programma ad ottobre in Corea, mi era stato chiesto di impegnarmi per cercare un risultato che si attestasse nell’ordine dei 170/175 Km. Ho quindi preso parte alla mia prima 24 ore su strada, in quel di Baselga del Pinè (TN), ad inizio giugno. Al di là di quelle che potevano essere le mie prospettive e forse anche oltre i miei sogni, sono riuscita a percorrere 199 km, vincendo la gara e stabilendo la 2° miglior prestazione italiana dell’anno. Le sensazioni ricevute, al di là della naturale stanchezza fisica, sono state tali da farmi propendere definitivamente per un nuovo orizzonte podistico, nel quale mi sono tuffata a capofitto. Mi alleno ciclicamente con carichi che ricoprono un chilometraggio mensile medio di circa 400 km e che prevedono un impegno quotidiano di circa 2 ore e le maratone sono ora una base importante degli allenamenti.
Nel file a seguito, ho inserito un più significativo dettaglio dei risultati ad oggi conseguiti.