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MA FILIPPIDE LA MARATONA L'HA FATTA O NO ?

MA FILIPPIDE LA MARATONA L'HA FATTA O NO ? - MONDOULTRA
Di Franco Anichini
16 settembre 2009
Ma Filippide la maratona l'ha fatta, o no?
 
No.
La faccenda se l'è inventata di sana pianta un interessantissimo scrittore siriano, che scriveva in greco e latino, chiamato Luciano di Samosata, vissuto sei secoli dopo gli avvenimenti narrati.
Infatti la battaglia di Maratona si svolse nel 490a.C., per la precisione il 12 di agosto (secondo la datazione del calendario ateniese), mentre Luciano di Samosata visse fra il 120dC (Samosata) ed il 180dC (o 192dC, in Atene). Costui era un personaggio assolutamente notevole di artista e scrittore, che svolse anche incarichi politici e amministrativi di un certo rilievo. Tuttavia la sua attività più appassionante fu una inesauribile vena satirica, tutta tesa a contrastare le teorie filosofiche più cupe che circolavano all'epoca, in primis quella stoica. Ma non fu per nulla tenero neanche nei confronti degli aspetti più evidenti dell'integralismo cristiano e per questo motivo è stato a lungo ignorato dalla cultura classica. Nella sua opera immaginò tutta una serie di viaggi fantastici, alcuni addirittura nello spazio, ma in ogni caso le sue narrazioni avevano sempre uno scopo polemico, contenuto in genere nella chiusa dell'opera. Fra i suoi moltissimi scritti figura anche una "Storia Vera", dove l'intento satirico è evidenziato dal fatto di essersi inventato ogni sorta di leggende fantastiche, intendendo dire "vedete come è facile ingannare i lettori?"
E' in questo ambito che cita l'episodio del'emerodromo Filippide (l'esatta grafia ateniese del nome è questa), spedito da Milziade ad avvertire gli ateniesi della vittoria ("χαίρετε, νικῷμεν" o anche "Νενικήκαμεν"). In realtà la missione si rese necessaria a causa del fatto che i Persiani sconfitti erano sopravvissuti in moltissimi, fra cui tutta la cavalleria, ed il timore era che anzichè tornarsene al loro Paese facessero rotta su Atene, raggiungibile via mare in una sola giornata.
Lo storico Erodoto, che non era rigoroso come si chiede al giorno d'oggi ma ci sapeva fare ed inoltre era contemporaneo dei fatti che narrava, cita la missione dell'emerodromo, ma riferisce che si chiamava Tersippo, oppure Eucle secondo altre versioni, ma non accenna alla sua morte, che sembra essere quindi una invenzione di Luciano di Samosata.
Come noto lo stesso Erodoto accenna invece (mentre Pausania narra per esteso) che un emerodromo chiamato Filippide (Pheidippidas era la grafia spartana) venne spedito a Sparta, prima della battaglia, per chiedere aiuto alla grande rivale di Atene, non certo in virtù di una solidarietà nazionale che i greci non sapevano neanche cosa fosse, ma in vista di un comune interesse (dopo di noi toccherà a voi). I militaristi spartani di fare una guerra vera contro un esercito più forte del loro, col rischio di prenderle, non ne avevano la minima intenzione, per cui accamparono scuse e rimandarono indietro il povero Filippide a mani vuote. Sulla via del ritorno, ad una trentina di chilometri da Atene, egli incontrò il dio Pan, che gli disse di rassicurare gli ateniesi circa la sua protezione nell'imminente battaglia. Siamo giusti, a quel punto Filippide aveva percorso oltre 400 chilometri in 4-5 giorni e quindi qualche allucinazione ci sta!
Gli spartani, furbi!, inviarono però il loro esercito in modo che arrivasse qualche giorno dopo la battaglia, con il malcelato intento di approfittare delle circostanze: arriviamo lì, quando gli ateniesi sarrano stati sconfitti, e facciamo fuori i persiani che saranno a loro volta piuttosto malconci, ma dovettero a malincuore limitarsi ad ammettere che gli ateniesi avevano combattuto proprio bene. Dopo di che furono rispediti al loro paese, non senza aver pagato le spese per i danni che avevano causato sul territorio ateniese durante la "missione di soccorso".
La vera competizione moderna che ricorda quegli antichi ma fondamentali avvenimenti è dunque la Spartathlon. Infatti senza quella battaglia la Storia della Civiltà Occidentale avrebbe probabilmente preso tutta un'altra piega. Chissà!
Ma tutto ciò non sposta di una virgola il fascino assunto nel tempo dalla gara inventata dal De Coubertin, forse ben al di là delle sue intenzioni. Questa prova venne inserita nei Giochi allo scopo dichiarato di dare ai greci una occasione di rifarsi per le continue sconfitte subite nel corso dei Giochi stessi. Infatti basti pensare che un gruppo di danarosi studenti americani, in vacanza in Europa, fecero rotta con il loro yacht verso la Grecia attratti dalla notizia dei Giochi. Fra di loro l'unico atleta vero era Burke, che praticava i 400 metri con tempi di poco superiori ai 48 secondi: buono ma non il migliore del suo Paese. Però ad Atene giunse del tutto non allenato e decise perciò di correre solo i 100 metri, vincendoli facilmente. Gli altri erano degli studenti che praticavano gli sport come si faceva nelle Università, ma questa loro modesta conoscenza dell'atletica fu sufficiente per fargli vincere quasi tutto. I greci si erano ben preparati per la maratona, facendo anche delle gare di selezione (nessuna delle quali venne vinta da Spyros Louis!) e fecero in modo di essere sicuri della vittoria osteggiando in ogni modo la partecipazione degli stranieri. Per tale motivo un forte corridore italiano, Carlo Airoldi, venne escluso per "professionismo", colpevole di avere raggiunto Atene a piedi ma con l'aiuto, anche economico, delle autorità italiane e del mitico giornale "La Bicicletta". Un altro fatto, non comprovato, è quello che narra di un concorrente francese (Lermusiaux?) che venne intenzionalmente indirizzato su di un percorso errato e fatto ubriacare, e che si ritirò. Anche così, però, verso il km. 30 era ancora in testa l'australiano Flack, un modesto mezzofondista già vincitore degli 800 e dei 1500, che venne raggiunto da Louis e si ritirò anche lui. Il greco tagliò così il traguardo per primo, davanti ad Harilaos Vassilakos, vincitore delle selezioni, che lamentò di essere stato ritardato dagli applausi della folla e dalle soste per rispondere alle attestazioni di stima! Terzo al traguardo fu Spiridon Belokas, che però venne squalificato perchè fece parte del percorso a bordo di un carretto.
Come si vede fin dall'inizio la maratona non si è fatta mancare nulla!

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