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MAGGIO 2009: MONDIALE IAU 24 ORE BERGAMO ITALIA

cronache di un evento

 

 

15 maggio 2009: IL CAMPIONATO DEL MONDO 24 ORE DI VENGO COL TEMPO ovvero MARCO BAGGI
di Marco Baggi
 
Sono passati oramai 6 giorni dalla fine del mondiale “bergamasco”; calato il sipario, provo a ricordare e, conseguentemente, fare alcune considerazioni.
Non vorrei ripetere e scimmiottare quello che i media, tramite giornali e siti internet, hanno già enunciato; ma vissute tutte le 24 ore da partecipante, posso testimoniare (e confermare) che c’è stata una grande organizzazione da parte dei Runners Bergamo in questo mondiale: a livelli altissimi come a Worschach (Austria) e a Taipei(Taiwan), altre gare che ho affrontato nel recente passato.
 
Da corollario un numeroso ed entusiasta pubblico ha accompagnato le fatiche degli atleti. Devo affermare che a volte, certe parole e certi incitamenti, ( fatti sicuramente in buona fede) sono stati motivi di personali incavolature:
( alla 2^ ora ) “ Marco ti fai superare dalla Francesina”, vincerà poi il mondiale;
(alla 8^ ora ) “ Marco vai adesso, puoi fare il personale”, mancavano 16 ore al termine della gara;
(alla 14 ora) “ Marco perché cammini, problemi?”, nessun problema, avevo fatto poco meno di 140 km e quindi passeggiavo…;
alla 19 ora) “Marco forza, mancano solo 5 ore”, solo? ne avevo già abbastanza di quelle corse.
Chiaro che la stanchezza e la fatica ti portano a non capire gli spontanei e sinceri incitamenti del pubblico che, però, alla fine mi ha spinto a terminare l’ultima ora a tutta birra (la mia ora più veloce tra le 24 corse).

Appunto, il pubblico, non era cosi scontata alla vigilia questa partecipazione, altri luoghi più centrali, più visibili, magari con percorsi sviluppati all’interno dei centri storici, magari vicino ad aree verdi, avrebbero sicuramente dato agli organizzatori più certezze.
Invece i fatti hanno smentito le logiche paure, la manifestazione ha avuto la sua meritata visibilità.
Lo sforzo organizzativo messo in campo è stato indubbiamente massimale, ho visto gli addetti ai lavori(che ringrazio per gli incitamenti attribuitemi) prodigarsi in modo encomiabile, le fatiche trasparivano anche sui loro volti, oltre che su quello degli atleti. Capisco i dubbi che hanno i Dirigenti Runners, ora come ora, nel riconfermare per il prossimo anno la manifestazione, lasciamoli rifiatare un poco.
Certo, sarà importante se non decisivo le volontà e le sensibilità delle Amministrazioni Comunali verso questo sport, che ha in ogni modo dimostrato di coinvolgere e appassionare un bel po’ di gente. Spero che qualcuno ne tenga conto, intanto i Runners si godino il successo.

Il percorso si è rivelato per tutti (o quasi) non velocissimo:
un fronte partenza in leggera discesa in Via Papa Giovanni, la zona insidiosa delle pensiline con un fondo irregolare nonostante la copertura dei tappeti, la scorbutica Via Angelo Maj con le sue numerose buche e la salitella finale.
I Km (257) percorsi dal Vincitore, lo Svedese, Olsson, ne confermano le difficoltà, rivelandosi alla fine, il più basso chilometraggio ottenuto dai campioni del mondo degli ultimi 5 mondiali. Le assenze d’atleti di un certo spessore e la cattiva giornata di alcuni dei presenti, abbinata ad un’eccessiva andatura iniziale nonostante il caldo, hanno fatto resto.
Certamente la prestazione dello scandinavo non è da sminuire, tutt’altro, ha dimostrato di essere un atleta di un certo spessore, trovandosi a proprio agio nel difficile percorso.

Sorprese del mondiale sono state le fantastiche donne, avvicinatesi sempre di più ai maschi, hanno dimostrato di avere una gran resistenza oltre che classe.
Fantastiche le francesi guidate dalla nuova campionessa mondiale, Anne - Cecile Fontaine, con i suoi 243.644 km, a soli 11 metri dal record del mondo femminile e, non da meno, dalle nostre Azzurre, medaglia di bronzo mondiale e medaglia d’argento europeo nella classifica a squadre, capitanate da Monica Casiraghi (bronzo mondiale ed europeo nelle classifiche individuali) e da Annemarie Gross, atleta che ha espresso una gran serenità durante tutta la gara.


Delusione e rammarico, per aver perso una buona occasione, da parte degli uomini della nazionale Italiana. Siamo arrivati all’appuntamento di questo mondiale con alcuni elementi in pessime condizioni fisiche, oltre che, indiscutibilmente, non aver azzeccato la giornata giusta.
Ci sta in una 24 ore, gara sempre difficile da domare e portare a termine.
Tempo per superare questa piccola crisi né abbiamo, del resto la gara stessa più volte ce l’ ha insegnato. Forse dovremmo cercare di diventare più squadra, le donne ci hanno insegnato qualcosa, credo, forse dovremmo pensare meno ai nostri personali, forse dovremmo attuare una condotta iniziale di gara più accorta, forse dovremmo preoccuparci di meno dell’alimentazione, forse dovremmo arrivare a questi importanti avvenimenti più riposati fisicamente e mentalmente… forse.
Ci viene anche una buona notizia dalla gara, una speranza per il futuro della squadra maschile, Ulrich Gross (il vero potenziale campione italiano visto i km percorsi, 236,661. ma i regolamenti…), settimo atleta classificato nella generale: un risultato di grandi prospettive.
Per quanto mi riguarda sono più che soddisfatto della mia gara, non è stato per niente semplice, ma sono riuscito a superare velocemente le varie crisi sopraggiunte, devo ringraziare soprattutto il mio compagno dei Fo’ di pe, Coscia Pallida che mi ha assistito per tutte le 24 ore, spronandomi a non mollare. Al di là della naturale soddisfazione per il campionato italiano, mi appaga il fatto di essermi classificato al 14° posto del campionato mondiale.
Questa bell’esperienza mi lascia ancora la voglia di riprovarci,di ritentare a domare questa incredibile gara.
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04 maggio 2009: BERGAMO - COSA MI E' RIMASTO
di Andrea Accorsi

Archiviata l’edizione italiana (bergamasca a dir poco …!!!) di questo splendido Campionato Mondiale/Europeo della 24 ore su strada, rimangono i ricordi bagnati dal sudore di un anticipo d’estate quanto mai violento. Rimangono le lacrime sui volti angelici delle nostre atlete, che all’ultima ora di fatica si sono concesse un lusso calcolato, ma carico di emozione e di valore intrinseco: quello di condividere la gioia di un risultato storico con chi ne assaporava il significato e
l’emotività, correndo affiancate, mano nella mano, tra ali di folla festante.
Rimane il sorriso di colei che ha portato un senso superiore al gesto atletico; di un’atleta al di sopra della media non solo per l’immensità del riscontro chilometrico ottenuto (243,644 Km prestazione di solo 13 metri al di sotto dell’attuale record mondiale su strada), ma ancor più per la semplicità e la felicità che il suo costante sorriso ha saputo regalare a chi ne ha colto le sfumature.
Rimane lo sguardo delle centinaia di volontari impegnati prima, durante e dopo la gara; la loro espressione frugale di complicità. Il loro impegno attento e compartecipato, come se fossero parte stessa del sudore di ogni singolo atleta. E lo erano.
Rimane la fotografia di una macchina organizzativa che si è macchiata di una colpa gravissima: quella di aver creato un precedente. Da domani saranno guai seri per chi sarà chiamato a sostenere uno sforzo in tal direzione, memore di quanto è stato messo in scena a Bergamo. Ripetersi sarà dura, migliorare quasi impossibile.
Rimane una maglia gialla con una striscia azzurra anonima (ai più, ma non a chi sfoglia l’album delle figurine da qualche anno …): quello di uno svedese che corre sempre con lo stesso passo, incurante dei venti che sopraggiungono da est, da ovest o da qualsiasi altra direzione soffi l’aria della presunzione. Il suo ritmo calibrato, la sua serenità interiore che sfocia nella più elementare delle dottrine (quella della semplicità) lo conducono dritto al gradino più alto del podio.
Rimane l’urlo di un’atleta che non deve più dimostrare nulla a nessuno, ma che pare sempre sul filo della lama, come se allori e traguardi fossero l’unico nettare di cui cibarsi. Per noi, per chi avverte l’importanza e il brivido che nasce dalla condivisione della bandiera, per noi quello che Monica Casiraghi ha colto ieri a Bergamo è l’ennesimo petalo di un fiore prezioso. Grazie.
Rimane l’eco delle voci di chi ha sofferto, seguito, trepidato e condiviso ogni singolo momento di quella kermesse lunga una vita. Perché una 24 ore non inizia mai quando sperano e non termina mai quando i raggi del sole illuminano di nuovo il cielo. Una 24 ore s’incastra tra le ore della vita quotidiana e lo fa reclamando spazi e tempi che non sempre vanno di pari passo con quelli che la famiglia, che il fidanzato, che la figlia, che il capoufficio reclamano. Una 24 ore si porta appresso un bagaglio scomodo, sia intermini di preparazione, che di recupero, ma ancor più in termini di comprensione. Mi rifaccio all’articolo dell’amico Saverio Fattori, quando allude all’impossibilità di trasmettere il senso che appartiene al podista, che ne identifica il quotidiano peregrinare tra maglie sudate e scarpe puzzolenti, mentre il mondo gira in un senso dove queste immagini appaiono quanto mai sfocate. Caro Saverio, nessuno meglio di un atleta che corre la 24 ore può carpire il significato del tuo discorso, perché se è vero che l’incomunicabilità è un fattore che altera inequivocabilmente il rapporto tra podista e “normal people”, figurati che razza di comprensione può nascere tra il mio collega che avverte nell’Isola dei Famosi il massimo dell’azzardo ed il sottoscritto che piscia al volo per non perdere neanche un metro …
Ma prima di arrivare a cosa veramente rimane di una giornata come quella di ieri, vorrei spendere altre due parole per cercare di spiegare, a chi non c’era, quello che rimane.
Rimane il pianto della donna che amo, che mai come ieri ha affrontato dolore e rabbia per problemi continui (fisici), dei quali non voglio parlare e che ritengo comunque equiparabili a quelli che tutti hanno dovuto affrontare. Ma mi permetto di citarne il merito perché in cuor mio, oltre al sentimento che mi lega a lei, ne stimo il valore assoluto che la cinge ai colori che indossa. Il senso di responsabilità che va oltre al personale intento di dimostrare il proprio valore.
Rimane l’abbraccio con tutte le altre, che come lei hanno saputo dare lustro a quei colori di cui hanno vestito per 24 ore la foggia.
Rimane lo sguardo di quelli che, nonostante tutto, nonostante l’impossibilità del gesto atletico, dovuto ai crampi, al caldo, alle vesciche, al freddo, al sonno, hanno continuato a camminare, a incitare a credere che l’ora finale fosse molto più vicina di quanto non dichiarasse l’orologio.
E ci sono arrivati. E si sono stretti in un unico abbraccio che unisce solo chi ha respirato fino in fondo l’amore per la maglia, anche quando questo sentimento paga dazio alla sofferenza.
Del resto, la storia m’insegna che ogni conquista, ogni traguardo, in particolar modo quando lo si è cercato sotto le spoglie dei colori nazionali, è passato inesorabilmente da bagni di lacrime, sudore e spesso di sangue. Questa non è un’esortazione al vittimismo, ma più che altro un pensiero carico d’affetto e di stima per uomini e donne che apprezzo.
Rimane il tifo sfrenato di tutti quelle persone che hanno partecipato dando il loro sostegno in termini di applausi e grida, a chi ne avvertiva il calore sulla pelle. Uomini, donne e bambini che assai poco comprendono del significato che può avere un gesto e tanto più uno sport che s’identifica nel volto straziato di chi lo pratica, ma altresì capiscono quale sia l’importanza di sostenerli. Sempre, anche quando è buio, maggiormente quando è buio; quando anche coloro che dovrebbero per ruolo essere i più caldi sostenitori, latitano. Dormono.
Rimane il volto sconsolato, ma fiero, di Fabien Hoblea, il vice campione del mondo (a Seoul lo scorso anno aveva dato filo da torcere all’immenso Sekyia, coprendo 265,957 Km) che dopo solo 6 ore di gara ha dovuto rinunciare ad un sogno agognato da una vita, per fare spazio ad una contrattura giunta inattesa, il giorno sbagliato. Ma mi rimane la sua immensa dignità nell’accettare la condizione personale per fare spazio allo spirito che salda in un connubio indivisibile la compagine francese: il rispetto per la maglia. A testa bassa, si è messo a disposizione dei compagni, rimanendo sull’anello d’asfalto, per continuare a incitare, per essere d’esempio, per dare linfa nuova con la sua presenza, a coloro a cui cedeva il testimone. I suoi 158 Km finali, valgono nel mio personale medagliere del cuore e dell’onore, un oro.
Rimane la stessa dignità, l’identico patriottico senso del valore di una maglia nazionale, nella prestazione di Anne Marie Vernet, la Campionessa del mondo di Seoul 2008.
Lei, che aveva vinto un mondiale in volata, per una manciata di metri (coprendo 238,252 Km) è arrivata a Bergamo già conscia che la sua condizione fisica, a causa di un grave infortunio patito pochi mesi prima, di cui riportava ancora le ferite, non le avrebbe permesso di competere ai suoi livelli. Anzi, con ogni probabilità sarebbero riemerse in superficie le scorie dolorose di quell’incidente. E così è stato. La campionessa francese ha sofferto le pene dell’inferno,fin dalle prime ore, costringendosi a camminare per buona parte della gara e sottoponendosi, tra l’altro, ad una sorta di pubblica umiliazione da parte di qualche scellerato che ha esibito un repertorio d’ignoranza e di crudele deficienza che meriterebbe l’ergastolo, per la volgarità e la bassezza dell’espressione. Ma Anne Marie ha colto un’occasione rara per una lezione altrettanto preziosa, che mi auguro sia di monito a chi ne saprà cogliere la profondità: non si è campioni solo per il risultato che si è fatto, ma anche e soprattutto per quello che non si è potuto fare, ma per il quale non ci si è arresi fino alla fine. Ha pianto, ha bestemmiato, ha incitato le compagne a non cedere quel testimone che passava dalle sue mani, a nessun’altra che non fosse francese; ha camminato, ha vomitato, ha corso quel che poteva. Che abbia chiuso, in quelle condizioni, con 202, 051 km è solo un dato statistico. Per il mio piccolo personale medagliere del cuore e dell’onore, è un altro oro unico. Rimane il volto sorridente di amici che sono riusciti a cogliere risultati preziosi, nella giornata in cui sembravano ombre al cospetto dei luminosi avversari. Ebbene, rimane il loro risultato che ha illuminato una giornata dove alcune luci si sono spente in anticipo al cospetto di chi ha avuto la pazienza e l’orgoglio di non mettersi mai in competizione, se non con se stesso e con la voglia di arrivare all’ultimo minuto. Angela, Carmen, Antonio, Stefano , Francesco, Ulrich, Luca, Harald, e mi scuso con tutti gli altri che non cito.
Rimane tanto altro (Enrico Bartolini, altra personale medaglia nel mio piccolo medagliere ), dal Campione Italiano Fidal, un atleta e un uomo che meriterebbe un intero mensile e non una riga all’interno di un piccolo articolo, solo per la grandezza della semplicità che rappresenta. Per il valore che ogni suo silenzio trasmette al cospetto di tante banali e tronfie parole …
Rimane l’amore per lo sport, per chi lo pratica, per chi veste gli stessi colori, quello di alcuni azzurri della 100 km che si sono uniti al coro dei sostenitori. In particolare cito quello di un amico, di Andrea Bernabei che nel cuore della notte si è presentato alla tenda azzurra, mettendosi a disposizione di chi necessitava un rifornimento o semplicemente un incitamento.
Rimane tanto di questo Campionato Mondiale/Europeo  della 24 ore.
Ma rimane anche la sensazione, anzi la netta impressione che a qualcuno sia rimasto poco.
E’ solo un’opinione personale, discutibile e criticabile, ma proprio per questo esternabile.
Non è un offesa e nemmeno una critica, ma solo un’esortazione a cercare una migliore identificazione in un valore unico, quale quello rappresentato dall’indossare una maglia nazionale.
A chi non ha condiviso, assaporato e provato quello che ho cercato di descrivere in maniera semplice, non so cosa sia rimasto.
Un abbraccio a Pablo, lui sa perché.
 
 
01 maggio 2009: BERGAMO: TESTATO IL PERCORSO DEL CAMPIONATO MONDIALE/EU 24 ORE
di Andrea Accorsi
 
 
Nella mattinata odierna ho testato il percorso di Bergamo, all’interno del quale domani andrà in scena la 7^ edizione del Campionato Mondiale della 24 ore su strada. Campionato valevole anche come Europeo di specialità (16^ edizione) e che in contemporanea assegnerà anche la maglia di Campione Italiano Fidal.
Il circuito cittadino della lunghezza di Km 1,133 è stato ricavato nella zona adiacente la stazione ferro-tramviaria e si dipana su di un percorso stradale composto da 2 arterie principali (Via Angelo Maj e Via Boario) che si congiungono a rettangolo con due strade laterali ( Via Papa giovanni XXIII e Via Andrea Fantoni).
L’anello si presenta piuttosto veloce, per il fatto che non propone troppe curve (tutte abbastanza agevoli) e una sede stradale ampia. Si susseguono tuttavia due saliscendi abbastanza importanti, della lunghezza di circa 200/250 mt. ciascuno. Purtroppo lungo uno di questi (quello in discesa), il manto stradale è molto sconnesso, con variazioni di pendenza che non permettono una buona stabilità in fase d’appoggio. Piccole buche e una serie di tombini dissestati lo rendono ancor più impervio. Se pensiamo che verrà percorso non meno di circa 180/230 volte, ci appare chiaro che lo sforzo per ogni atleta aumenta. Inoltre nella giornata di domani è previsto un meteo con condizioni prossime all’estate (min. 15°/ max. 25°), che ha già dato un assaggio del suo arrivo nella giornata odierna.
Durante il test sul percorso ho avuto modo di apprezzare il lavoro encomiabile svolto dagli organizzatori (Runners Bergamo), che hanno predisposto servizi e un’accoglienza all’altezza delle migliori manifestazioni in campo mondiale.
Quello che maggiormente mi ha colpito è stata l’attenzione rivolta alla comunicazione sul posto, ovvero la dispersione di un numero elevatissimo di personale a disposizione delle delegazioni straniere. In questo modo gli ospiti non vengono mai lasciati soli in una città a loro sconosciuta ed hanno la possibilità di usufruire del maggior numero possibile d’informazioni. Segno questo, oltre che di un elevato grado di cultura e rispetto, anche di una fratellanza che non ci vuole in alcun modo scortesi nei confronti di coloro che da domani mattina saranno i nostri avversari. A coronamento di questa bella mattinata, ho avuto il privilegio e l’onore di correre gomito a gomito con un certo Valmir Nunes, che incurante del caldo sull’asfalto bergamasco, passeggiava a 4’30” al Km che una cuffia di lana sul capo. Rigorosamente con l’effige DO BRAZIL …!!!  

 
01 maggio 2009: BERGAMO - CONFERENZA STAMPA DI PRESENTAZIONE CAMPIONATO MONDIALE /EU 24 ORE
di Maurizio Crispi
 
Mentre, di ora in ora, affluiscono a Bergamo le delegazioni delle diverse squadre nazionali e la città bassa veste l'abito della festa e dell'internazionalità, fervono i preparativi perchè tutto sia pronto Sabato mattino per il via della competizione che attribuirà i titoli individuali e a squadre nella 24 ore di corsa.
Il mattino del 30 aprile si è svolta la conferenza stampa di presentazione dell'evento.
 Tra i partecipanti alla conferenza stampa, sono stati invitati a parlare Fabio Rustico (Assessore allo Sport del Comune di Bergamo), Amedeo Merighi (Delegato regionale FIDAL), Dante Acerbis (Comitato provinciale FIDAL di Bergamo), Gregorio Zucchinali (Segretario della ASD "Runners Bergamo", che promuove l'evento, ma anche Presidente della IUTA), Roger Bonnifait (Consigliere della IAU - International Association of Ultrarunners), Lisbeth Jansen (anche quest'ultima, componente dell'Esecutivo IAU e Responsabile del percorso di gara), Stefano Scevaroli (segretario della IUTA e Consulente tecnico ultramaratone in seno alla struttura tecnica della FIDAL) e, per concludere, Andrea Di Nardo, Presidente dell'ASD "Runners Bergamo".
Nei diversi interventi che si sono succeduti, Amedeo Merighi ha detto "...è una manifestazione interessante, piena di contenuti tecnici, anche se si tratta di una disciplina ancora relativamente giovane, ma nella quale sono stati fatti grandi passi in avanti e che  certamente riserverà la sorpresa di grandi successi. Un grande plauso a Gregorio Zucchinali, factotum e anima dell'iniziativa, nonchè Presidente della IUTA". 
Dante Acerbis ha commentato: "Questa manifestazione [la 24 ore del Delfino] ne ha fatto di strada, da quando sono state tentate le prime 24 ore  nello Campo Utili, negli anni Settanta regno incontrastato del gioco del calcio e dell'Atalanta e quando non si capiva proprio perchè qui pionieri della corsa di 24 ore consecutive si lanciassero in una simile impresa..."
Roger Bonnifait, ringraziando a nome della IAU la Città e la Provincia di Bergamo, la FIDAL e sottolineando quanto sia difficile organizzare una gara così, ha dichiarato che dal punto di vista del protocollo IAU tutti i dettagli sono stati curati in modo ottimale. 
Lisbeth Jansen ha sottolineato di aver passato in rassegna il circuito di gara e di aver trovato quasi tutto a posto secondo i parametri richiesti dalla IAU.
Stefano Scevaroli, nella sua breve relazione tecnica, ha affermato che in questo mondiale bergamasco una particolarità risiede nel fatto che su nove rappresentanti maschili ben quattro sono bergamaschi e che di questi tre apartengono alla compagine dei "Runners Bergamo" (Mario Pirotta, Eugenio Cornolti, Luca Sala). Un'altra caratteristica di questo mondiale risiede nella potenzialità di un buon risultato della squadra femminile composta da Monica Casiraghi, Monica Barchetti, Monika Moling, Lorena De Vito, Annemarie Gross al suo esordio, Virginia Oliveri e in cui peserà sicuramente il tentativo di Monica Casiraghi di ritoccare la sua attuale MPI. La squadra azzurra (tra uomini e donne) esprime, quest'anno, una importante partecipazione numerica: con l'unica defezione, purtroppo di ASntonio Mammoli che a causa di un infortunio ha dovuto dare forfait.
Nel concludere la conferenza stampa, Antonio Di Nardo, Presidente dei Runners Bergamo ha ricordato che è stato in particolare il precedente Presidente del Comitato regionale FIDAL ha instillare nei Runners Bergamo la prima l'idea di un Mondiale 24 ore proprio qui a Bergamo. Anche DI Nardo ha sottolineato che il Mondiale 2009 a Bergamo,  grazie al ponte tra passato e presente gettato dalle numerose edizioni della 24 ore del Delfino,  rappresenta la valorizzazione delle prime imprese pioneristiche italiane nelle 24 ore che vennero tentate proprio qui a Bergamo da Rino Lavelli (che, oggi 81enne è da considerare un vero pioniere bergamasco della 24 ore, con le sue due rilevanti prestazioni il 15 novembre 1970 e e il 24 ottobre 1976, quest'ultima tra le migliori italiane maschili all time).
In ultimo, Gregorio Zucchinali ha sottolineato come la cittadinanza bergamasca abbia risposto positivamente all'impianto della gara nel suo territorio. Innanzitutto, perchè il percorso di gara incide su di un'area che l'Amministrazione comunale intende valorizzare (e quindi l'evento podistico è entrato in risonanza positiva con tale intendimento) ed in secondo luogo perchè commercianti e cittadini in genere si sono fattivamente interessati, con l'attivarsi di un buon clima collaborativo tra team organizzativo e cittadinananza tutta.
Mentre continueranno ad arrivare le delegazioni nazionali per tutta la mattinata di domani, nel pomeriggio si entrerà davvero nel cuore dell'evento con le sue "soglie" cerimoniali non prive di fascino.
In particolare, per le 14.30 del 1° maggio, è previsto il "Technical meeting", mentre alle 17.30 ci sarà la cerimonia ufficiale di apertura del World Champyonship 2009, con la sfilata delle delegazioni nazionali, seguita da un pasta-party per tutti.
La partenza della sfida delle 24 ore è prevista per le 10.00 di mattina del 2 maggio, dopo il "chip control" a partire dalle 9.15.
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28 aprile 2009: COMUNICATO STAMPA MONDOULTRA
dalla Redazione

Comunichiamo ufficialmente che seguiremo in diretta l'evento "Campionati Mondiali/Europei della 24 ore in strada" in programma il 2/3 maggio a Bergamo. Aggiorneremo ogni 2 ore i dati riguardanti gli atleti italiani impegnati in gara ed inseriremo la classifica parziale (maschile e femminile) ogni 5 ore.
Per chi volesse seguire la gara potrà rimanere in contatto costante con l'evento, consultando gli aggiornamenti sul nostro sito, dove immetteremo anche foto e classifica finale, nella mattinata di domenica

 
27 aprile 2009: L'ITALIA AL CAMPIONATO MONDIALE/EUROPEO DELLA 24 ORE SU STRADA - 2/3 maggio Bergamo
dalla Redazione
Nelle giornate tra il 2 e il 3 maggio l’Italia ospiterà in quel di Bergamo un evento di caratura internazionale che contribuisce ulteriormente, nell’ottica dell’evoluzione di questa disciplina, a qualificare il nostro paese: il Campionato Mondiale/Europeo della 24 ore in strada.
Presentiamo di seguito gli atleti che saranno chiamati, sia in campo maschile che femminile, a difendere i colori azzurri: 6 donne e 9 uomini.
1)MONICA CASIRAGHI: 04-04-1969
Monica, dopo essere stata la capofila della squadra italiana di 100 km per molti anni, dove ha ottenuto un alloro individuale nel 2003 a Taiwan, è approdata alla 24 ore nel 2006, ottenendo subito il primato italiano. Attualmente vanta Km 226,130 ottenuto proprio a Ciserano (Bergamo)
2)MONICA BARCHETTI: 28-11-1968
Anche lei proviene dalla 100 km, dove ha ottenuto ottimi risultati con un personale di 8h43’24”. E’ alla terza maglia azzurra e la seconda nella 24 ore. Vanta un personale di Km 199,024 e conta di superare il muro dei 200 proprio a Bergamo.
3)ANNEMARIE GROSS: 27-09-1969
Annemarie, altoatesina grintosa, è l’unica italiana ad aver concluso (5^) la mitica Spartathlon e vincitrice per due anni consecutivi la TransAlpine Run (230 km).
Sulla 24 ore è approdata da poco, ma ha già ottenuto un significativo risultato di km 203,293.
4)MONIKA MOLING: 04-02-1974
Monika è un’altra sudtirolese che vanta già parecchie esperienze nella 24 ore e diverse maglie azzurre. Nella pista di S.Giovanni Lupatoto ha ottenuto al sua miglior prestazione nel 2007, con km 202,225.
5)LORENA DI VITO: 02-11-1962
Lorena è l’atleta italiana che vanta il maggior numero di presenze in Nazionale, dividendosi da sempre su entrambe le specialità: 100 Km e 24 ore.
Nella prima ha ottenuto un personale di 8h26’27” nel 2007, mentre nella seconda vanta una prestazione di km 206,190 ottenuta nel 2004 a Brno.
6)VIRGINIA OLIVIERI: 20-09-1975
Di origine argentina, vanta proprio il record nazionale di specialità, ottenuto prima di prendere la cittadinanza italiana. La sua miglior prestazione l’ha ottenuta in maglia azzurra, al mondiale in Canada ed è di km 176,280. Predilige il trailer, dove nel 2008 risulta essere la miglior specialista italiana.
                     
1)IVAN CUDIN: 15-02-1975
Ivan è l’atleta più giovane della nostra compagine, ma anche quello che ha dato segnali di grandi possibilità.
Reduce da un ottimo risultato alla 100 km di Seregno, dove ha chiuso in 2^ posizione assoluta in 7h19’26”, si presenta al Mondiale in casa forte del personale ottenuto l’anno scorso a Seoul di km 236,559.
2)MARCO BAGGI: 23-07-1965
Marco fa parte di quel nutrito gruppo di corridori coriacei che formano l’ossatura della nostra nazionale.
Vanta un primato personale di Km 232,669 ottenuto all’Europeo di Madrid 2007
3)GASTONE BARICHELLO: 30-08-1959
Gastone è l’attuale Campione Italiano di specialità (in strada). Quest’anno si è messo in luce sui 100 Km, conquistando la 10^ piazza assoluta alla 100 km di Seregno, con l’ottimo crono di 7h51’54”.
Vanta un personale di km 228,897 ottenuto ai Mondiali di Taipei 2006
4)ENRICO BARTOLINI: 14-06-1963
Enrico è un altro atleta toscano, proveniente anch’egli da quella zona ricca di talenti sulle “lunghe”.
Umile e coriaceo al tempo stesso, ha ottenuto grandi soddisfazioni nella 24 ore, arrivando ad un personale di Km 236,625 ottenuto a Vallarius nel 2006
5)OSVALDO BELTRAMINO: 28-04-1962
Osvaldo proviene dall’endurance sulle 2 ruote e quest’attività praticata fino a pochi anni fa, l’ha plasmato alla successiva disciplina, rendendolo padrone delle proprie capacità, come pochi altri.
Due risultati su tutti: Km 246,405 a Worschach (A) 2005 e 245,698 a Taipei 2006.
6)EUGENIO CORNOLTI: 30-06-1957
Eugenio approda tardi alla disciplina, ma pur non disponendo di una velocità di base eccelsa ovvia con una tenacia che lo impone all’attenzione dei tecnici.
Nel corso del 2008 conquista il Titolo Italiano IUTA in pista, a Palermo dove ottiene anche il suo personale con Km 230,507.
7)SERGIO ORSI: 24-01-1962
Sergio abita a Vinci, il paese che diede i natali a Leonardo. Dopo un buon esordio in maratona e nella 100 km, ottiene nel 2005 a Worschach (A) il primato italiano della 24 ore, con km 249,876.
Rientra dopo un periodo buio segnato da un infortunio serio, ma già alla vigilia dell’evento mondiale si presenta vincendo la 100 km di Sicilia.
8)MARIO PIROTTA: 16-08-1957
Mario vince per due anni consecutivi il titolo Italiano assoluto di specialità (2006-2007). Vanta ottimi risultati anche sulla 100 km, dove ottiene una bella vittoria nell’agosto 2008 a Lipsia (D). Ha un personale di Km 232,360.
9)LUCA SALA: 30-09-1971
Luca è dopo Cudin il più giovane della nostra selezione. Dopo un buon esordio in maglia azzurra al Mondiale in Canada, si ripresenta forte del suo personale di Km 218,654.
 
La selezione italiana guidata dai tecnici Maurizio Riccitelli e Giorgio Marchesi si presenta all’appuntamento con un livello di maturità acquisita nel corso degli anni passati, in grado di garantire competitività ad alte fasce. L’occasione risulta quanto mai ghiotta, sia per il forfait di alcuni atleti favoriti (il 3 volte Campione del Mondo, il giapponese Ryoichi Sekiya e la detentrice del record mondiale, l’ungherese Edit Berces), che per l’indubbio vantaggio che può determinare il fatto di correre sulle strade di casa. Ricordiamo che l’evento deve la sua realizzazione all’impegno della società locale “RUNNERS BERGAMO” ed al lavoro svolto nel corso degli anni passati dalla Federazione di settore: la IUTA
A Bergamo verranno assegnati sia i titoli individuali che quelli di squadra. Ricordiamo inoltre che parallelamente all’evento ufficiale, si terrà anche una competizione OPEN, ovvero aperta a tutti, per la quale verrà stilata una classifica a parte.


07 aprile 2009: IAU 24h WORLD CHALLENGE 2009
Da Podistinet
Scritto da Fausto Dellapiana - Addetto stampa Runners Bargamo   

 
Si sono chiuse le iscrizioni al "IAU 24h World Challenge 2009"  con un numero record di atleti e di nazioni iscritte: sono infatti 28 le rappresentative nazionali che schiereranno alla partenza 195 atleti.

L´alto numero di nazioni e di atleti che parteciperanno al mondiale di 24 ore, che, come è noto, si disputerà a Bergamo il 2 e 3 maggio, assume un particolare rilievo, in quanto la situazione di crisi a livello mondiale ha ridotto il numero dei partenti. Alcune nazioni partecipano con un numero ridotto di atleti; altre non partecipano affatto.
La rappresentativa più numerosa è quella italiana, al via con 15 atleti (6 donne e 9 uomini), mentre due nazioni sono presenti con un singolo rappresentante (Olanda e Svizzera).
Come curiosità si rileva che la Svezia e la Gran Bretagna schierano al via più donne che uomini.
Grande assente dalla manifestazione bergamasca sarà Sekiya Ryoichi, vincitore delle ultime tre edizioni dei mondiali, sia a livello individuale che a squadre.
Per questa importante assenza sarà sicuramente avvantaggiata la Francia, al via con tutta la squadra maschile già seconda ai mondiali di Seul, che tenterà di fare bottino pieno, nella gara a squadre, sia in campo maschile che femminile. Per la Francia saranno presenti le tre atlete, che hanno monopolizzato il podio femminile a Seul: Vernet Anne-Marie, Fontaine Anne-Cecile e Bec Brigitte.
Ricordo, per dovere di cronaca, che la gara femminile lo scorso anno è stata vinta allo "sprint": alla fine solo 463 metri hanno separato Anne-Marie (239.685 metri) da Anne-Cecile (239.252 metri).
Sicuramente non sarà sul podio la rappresentativa femminile Giapponese, in quanto schiera al via due sole atlete, ed è un vero peccato, perchè nelle ultime cinque edizioni le concorrenti del Sol Levante hanno sempre occupato il secondo gradino del podio.
La rappresentativa Italiana parte con la convinzione di ben figurare ed è auspicabile che i nostri atleti corrano per le prime posizioni.

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