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SPECIALE SPARTATHLON 2009

cronache di un evento

25 settembre 2009: I PASSAGGI IN TEMPO REALE DEGLI ITALIANI IN GARA
dalla Redazione
La gara è partita alle 7.00 ora locale (le 6.00 in Italia). Il primo punto di controllo è situato a Megara, al 40°Km., Per chi non lo sapesse, è necessario transitare da ciascuna postazione di controllo entro un tempo massimo stabilito dagli organizzatori. Pena la squalifica.
40° KM - MEGARA -
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I primi atleti transitati dopo poco più di 3 ore sono i due giapponesi Suzuki Makoto e Saito Tetsuo (3h02'). In campo femminile conducono appaiate la norvegese Margreth Nogavlen e la giapponese Sumie Inagaki (3h18'). Primo degli italiani a questo cancello il piemontese Paolo Rovera (3h23'), transitato in 34^ posizione assoluta. Seguono insieme Livio Tretto e Ivan Cudin (3h27') rispettivamente in 46^ e 47^ posizione. Subito dopo Daniele Cesconetto (3h29') 58°. A quattro minuti un quartetto composto da Andrea Galimberti, Ugo Zuccari, Antonio Tallarita e Alessandro Papi (3h33'). Segue
Carlo Saccani (3h34'). 88°e 89° Carmelo Nucifora insieme a Giorgio Garello (3h38'). 140° e 141° Giacomo Maritati e Giovanni Migneco (3h45'). Segue a 1 minuto Giuseppe Scotti, 148°(3h46'). Gabriele Bortolotto è 158°(3h48').
219° Flavio Dalbosco (3h57'), seguito da Livio Ghetta (3h58') e Paolo Bagnoli (3h59'). 284° Marco Elifani (4h07'), mentre la coppia Rizzitelli-Gargano transita dopo 4h10'. 308 gli atleti in gara, mentre si registrano già 12 ritiri.

81° KM - ELLAS KAN -
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Ricordiamo che questo punto di controllo deve essere superato dagli atleti entro il tempo massimo di 9h30' dalla partenza.
Cambia la situazione. In testa alla gara transita una coppia, formata dal giapponese Takehiro Matsushita e dal tedesco Jan-Albert Lantink, dopo 6h25', rispettivamente in 11^ e 5^ posizione al punto di controllo precedente. La corsa femminile vede in testa in solitaria la giapponese Sumie Inagaki, dopo 6h55' e 15^ assoluta. Bene gli italiani, con la coppia formata da Paolo Rovera e Ivan Cudin che transitano in 18^e 19^ posizione dopo 7h05', seguiti da un pimpante Antonio Tallarita, in grande rimonta, che passa in 24^ piazza dopo 7h08'. A 10 minuti segue in 30^ posizione Gastone Barrichello (stranamente non registrato al passaggio precedente). E' poi la volta di Livio Tretto, 46° in 7h34',seguito da Carlo Saccani, 40° dopo 7h40'. Transitano rispettivamente 88° e 89° Ugo Zuccari e Alessandro Papi (entrambi già finisher nella scorsa edizione) dopo 8h20'. Nel frattempo si registra il ritiro della norvegese Margrethe Logavlen (43 anni e quest'anno autrice di un ottimo 7h43' sui 100km) transitata in testa alla gara femminile, dopo i primi 40 km. Allo scoccare esatto delle 8h30' di gara passa anche Giorgio Garello, seguito da Livio Ghetta (8h32') 129°.
146° Giacomo Maritati, dopo 8h38'. Con 29 minuti di vantaggio sul tempo massimo di chiusura del 2° cancello, transitano insieme Giovanni Migneco, Flavio Dalbosco e Gabriele Bortolotto (191°- 192°- 193°) dopo 9h01'.
Dopo 9h12' passa Paolo Bagnoli, seguito da Giuseppe Scotti (9h15') e Marco Elifani (9h16'). E infine transita dopo 9h29' Carmelo Nucifora, seguito a 1 minuto di distanza dall'unica donna italiana in gara, Angela Gargano. Chiude il marito di Angela, Michele Rizzitelli (9h35'), che presumibilmente verrà fermato. Restano quindi 283 atleti in gara, a fronte di 37 ritirati. Prossimo cancello quello del Km 124.

124° KM - ANCIENT NEMEA -
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Nuovo cambio alla testa della gara maschile. Dopo 124 km transita per primo e in solitudine, il tre volte Campione del Mondo della 24 ore, il giapponese Ryoichi Sekiya (10h50'), seguito dall'olandese(purtroppo gli organizzatori l'hanno registrato come tedesco ...) Lantink che mantiene la seconda piazza (10h57'). Terzo un altro giapponese Sakai (11h04') che consolida la terza posizione. Benissimo gli italiani ... A metà gara registriamo infatti il 9° posto assoluto del friulano (nazionale della 24 ore) Ivan Cudin (11h38') che passa al fianco della prima donna, la giapponese Inagaki. Di seguito Antonio Tallarita (2° quest'anno alla 9 Colli Running) in 11h46', che procede insieme al piemontese Paolo Rovera. In 28^ posizione troviamo l'altro azzurro della 24 ore, Gastone Barichello (12h25'). 50^ posizione per Carlo Saccani (13h24'), assieme a Livio Tretto.
Viaggiano insieme, intorno alla posizione 108 il romano Ugo Zuccari e il toscano Alessandro Papi (14h24'). Segue Giovanni Migneco, 130°dopo 14h47'. 188° il siciliano Giovanni Maritati (15h28'). 201° Flavio Dalbosco (15h41'), seguito da Paolo Bagnoli, in 211^ posizione (16h01')

148,5  KM - LIRKIA -
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Non cambia la testa della gara, sia in campo maschile che femminile. Ma il giapponese Sekiya allunga decisamente, nell'arco dei 24,5 Km che separano gli ultimi due ceck point. Transita a Lirkia, dopo 148,5 km di gara e dopo 13h14', con ben 19 minuti di vantaggio sull'olandese Lantink (13h33'). Terza piazza sempre per il giapponese Sakai (13h55'). Entusiasmante rimonta del nostro azzurro Ivan Cudin, che recupera due posizioni, passando al 7° posto assoluto (14h30'). A soli 9 minuti e in 11^ posizione, a parimerito con la giapponese Inagaki (prima donna, saldamente al comando), c'è il reggiano Antonio Tallarita (14h39'), vera rivelazione di questa prima metà gara. Benissimo anche il piemontese Paolo Rovera (ex triatleta), al debutto su una distanza impegnativa come quella greca (aveva esordito solo a luglio nella 100 km, ottenendo subito un crono inferiore alle 8 ore, a Rimini), che si assesta in 14^ posizione (14h48'). Nel frattempo dobbiamo registrare i primi ritiri italiani: Daniele Cesconetto, Andrea Galimberti, Angela Gargano (unica presenza femminile italiana), Carmelo Nucifora, Gabriele Bortolotto, Giorgio Garello, Marco Elifani, Michele Rizzitelli, Ugo Zuccari, Giuseppe Scotti, Giacomo Maritati, Paolo Bagnoli, Livio Tretto. Resiste bene, invece, il vicentino Gastone Barichello, che transita in 33^posizione (16h07') e anche Livio Tretto (già finisher per ben 2 volte), che passa in 48^ posizione (17h08'). Segue Carlo Saccani, 52° dopo 17h23'.

172° KM - NESTANH -
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Tutto invariato nelle posizioni di testa, dopo 172 Km (passati i 2/3 di gara). Precede tutti il giapponese Sekiya (16h20'), che transita però con soli 5 minuti di vantaggio sul suo inseguitore, l'olandese Lantink (16h25'), vedendo quindi ridursi la distanza di 19 minuti acquisita nel tratto precedente. Cambia però la terza posizione, che vede l'insediamento momentaneo del norvegese Berge (16h55'), mentre l'austriaco Thalmann (secondo lo scorso anno) risale in 4^ posizione (17h02'). Stabile in 7^ posizione assoluta l'azzurro Ivan Cudin (17h39'), mentre Tallarita transita in 16^ (18h49'), seguito in 18^ da Rovera (18'55"). Barichello è 42° in 21h14',seguito da Livio Tretto, 50° in 21h55'. 84° Saccani (22h52'), 121° Migneco (23h40'), 130° Papi (23h55'), unici italiani rimasti in gara.

195° KM - TEGEA -
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Comanda sempre il giapponese Sekiya (18h39') che precede l'olandese Lantink (19h02'). Terzo il norvegese Berge in 19h30'.
Prima donna la gipponese Inagaki (21h27'). Saldamente in 7^posizione il friulano Ivan Cudin (20h27'), seguito da Tallarita 14° (21h46') e Rovera 20° (22h31'). 37° Gastone Barichello (24h34') e78° Carlo Saccani (26h29'), Migneco e Papi
Questi gli unici italiani rimasti in gara.

222,5 KM - MNHMEIO
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Sempre al comando Sekiya (21h42'), seguito però dal danese Christoffersen (22h33') e dal norvegese Berge (22h52'). Transita la prima donna, sempre la giapponese Inagaki in 25h03' in 14° posizione assoluta, seguita dal nostro Antonio Tallarita, 18° in 25h50'. Segue Rovera 26° dopo 27h11'.

246° KM - SPARTA - ARRIVO
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Vince il tre volte Campione del Mondo della 24 ore, il giapponese Ryoichi Sekiya (nella foto) con l'ottimo crono di 23h48'24", seguito dall'autore di un'entusiasmante rimonta, il danese Lars Skytte Christoffersen (24h31'45"). Sekiya si concede il bis, dopo la vittoria nel 2002. Si chiude il podio maschile della Spartathlon 2009, con l'arrivo del norvegese Jon Harald Berge in 25h09'38".Settimo assoluto l'azzurro Ivan Cudin, con 26h20'45". Miglior risultato italiano di sempre alla Spartathlon, che migliora di oltre 3h quel 29h32' fatto segnare nel 1996 da Lucio Bazzana (anche lui allora 7°). Vittoria al femminile per la fortissima giapponese Sumie Inagaki in 27h39'49" piazzatasi 14^ assoluta.
Ormai all'epilogo dell'edizione 2009, ottimi i risultati degli Italiani in gara che via via si stanno susseguendo all'arrivo: Antonio Tallarita chiude 16° assoluto col tempo di 28h36'56"; Paolo Rovera, 28° assoluto in 30h11'29"; Gastone Barichello, 31° assoluto in 30h51'13". In attesa degli altri, si completa il podio femminile con la piazza d'onore per la giapponese Yoshiko Matsuda in 31h16'12", e terzo posto per l'americana Lisa Bliss in 32h23'26" (rispettivamente 34^ e 44^ posizione assoluta). Attendiamo gli arrivi di Giovanni Migneco e Alessandro Papi che hanno passato l'ultimo cancello del 222,5km, rispettivamente in 104^ e 121^ posizione.
Passano il traguardo anche Giovanni Migneco 94° in 34h54'03" e Alessandro Papi 123° in 35h47'10".

23 settembre 2009: POCHI GIORNI ANCORA ...
di Flavio Dalbosco

 
Pochi giorni ancora, e poi si fa sul serio! Venerdì 25 alle 7 di mattina (le 6 in Italia), dall’Acropoli di Atene, verrà dato il via alla Spartathlon. Il sito della gara offrirà degli aggiornamenti online: se volete, tenete d’occhio il n° 217, tanto per vedere se sono ancora in corsa o se sono schiattato anzitempo! Le mie possibilità di riuscita sono molto poche, ma se la temperatura è accettabile ed imbrocco la gara della vita… Chissà? Sognare non costa nulla!
Per inquadrare meglio in cosa consiste la Spartathlon, provate a vederla così: la distanza equivale all’incirca a 6 maratone una dopo l’altra. Il dislivello positivo totale corrisponde a circa 3500 metri. Ogni ristoro rappresenta un cancello orario, e quindi non bisogna mai oltrepassare il tempo limite pena la squalifica. Il passaggio ai 42,2 km della maratona deve essere effettuato in non più di 4 ore e 40 minuti. Lo so che è un tempo alto, ma poi di maratone ce ne sono altre 5! In effetti, 246 km sarebbero alla portata di molti se il tempo concesso fosse maggiore. Se si potesse disporre di 46 ore come al Tour du Mont Blanc, ad esempio, raggiungere Sparta sarebbe quasi una passeggiata. In 36 ore, invece, le cose diventano molto più difficili. Anche il numero dei partecipanti è significativo: solo 380 iscritti, di cui un’ottantina tra giapponesi e coreani. Niente a che vedere con altre ultramaratone in cui ci si trova a sgomitare con migliaia di altri concorrenti… Eppure quì non c’è un numero massimo di partecipanti, chiunque si può iscrivere se ha i requisiti richiesti:  aver corso 100 km in meno 10 ore e mezza o aver completato una gara di almeno 200 km. Insomma, non sarà una bella gara per il fatto che si svolge in buona parte su strade trafficate, ma sicuramente rappresenta una sfida affascinante: probabilmente nessun’altra corsa esige così tanto dai concorrenti! Come diceva De Coubertin, l’importante non è vincere, ma partecipare. E, se possibile, cercare di raggiungere il traguardo!

23 settembre 2009: CI SIAMO QUASI ...
di Giorgio Garello


Mercoledì la partenza per la Grecia dove venerdì 25/09 proverò a correre da Atene a Sparta la gara di corsa a piedi più lunga al mondo in tappa unica.

Il viaggio nel mondo della corsa di lunga lena che ho iniziato circa 10 anni fà, non mi faceva neanche immaginare di poter anche solo sperare, di arrivare ad essere sulla linea di partenza di questa storica Ultramaratona, che vede alla partenza i migliori atleti al mondo in questa specialità.

Da questo ad arrivare al traguardo ce ne passa, sopratutto perchè le condizioni fisiche che mi hanno accompagnato nella preparazione non sono state le migliori, ma in passato quando partivo per qualche "gara delle mie" e non avevo nulla da perdere, trovavo nella mia forza mentale delle risorse incredibili che colmavano tutte le difficoltà che un "viaggio" di questo tipo propone e che per me sarà l'ultimo su distanze così lunghe per non compromettere oltre, l'ormai provato, consumato e già più volte "rabecciato" ginocchio destro...

Alla partenza della gara alle ore 07,00 del 25 settembre dall' Acropoli saremo in 363 di cui 23 Italiani tutti selezionati per i risultati conseguiti negli ultimi 3 anni e questo è già per me, un premio enorme.

Detto questo chi vuole può seguire sul sito ufficiale lo svolgimento della gara, (il mio pettorale sarà il 99) con gli aggiornamenti della classifica ai passaggi dei km 40 - 81 - 124 - 149 - 172 - 195 - 222 - 245,3 (arrivo)

Qui sotto i link del sito ufficiale della SPARTATHLON 2009

http://www.spartathlon.gr/main.php
 http://www.spartathlon.gr/resultslive.php

Giorgio 


23 settembre 2009: IL RACCONTO DELLA SPARTATHLON 2007

di Livio Tretto


Nell’antica Grecia un Emerodromo era colui che aveva la capacita’ di correre per oltre 24 ore senza soste e normalmente il suo lavoro era quello di portare ambasciate per tutto il regno:Fidippide era uno di loro.Gli Emerodromi erano molto importanti nella vita delle antiche città greche ed ancora più importanti per l'esercito, poiché rappresentavano generalmente i soli mezzi di comunicazione; Fidippede fu mandato prima della battaglia, a Sparta per chiedere aiuto. Corse, tagliando per le colline, per circa 250 chilometri, impiegando 2 giorni per poi tornare di nuovo indietro. Erodoto ci tramanda che Fidìppide raggiunse Sparta "Nel giorno immediatamente successivo" alla sua partenza, e cioè che impiegò non più di 48 ore e tornò presto indietro, se non immediatamente, il che farebbe pensare che abbia corso per 500 chilometri in soli 3 o 4 giorni.
Il pensiero che un uomo,se pur molto dotato da madre natura,ma certamente per niente supportato dalla modernita’in fatto di calzature ,abbigliamento ed integratori,avesse potuto correre per 246km e ritorno,mi spinse ad acettare una sfida che da tempo era relegata in qualche angolino della mia mente ma che senza delle valide motivazioni mai avrebbe potuto concretizzarsi.
La decisione arrivo’ in modo inaspettato ed un poco casuale in coda ad una classica cena con amici:
il buon desinare ti predispone e il buon bere ti fa osare su tutto cio che normalmente richiederebbe un attimo riflessione.Quattro anni di tribolazioni fisiche,arrivate a soluzione solo in conseguenza a due interventi chirurgici avevano anche minato la mia consolidata credibilita’ di ultramaratoneta e aggiungeteci la consapevolezza che a cinquant’anni non ci sono più molte possibilità per affrontare una gara con lo spirito agonistico che sempre mi ha coinvolto e contraddistinto.
All’insegna del motto “non è importante partecipare ma bensì concludere con soddisfazione” la montagna (Spartathlon) partori il topolino (io).

I mesi che precedettero la gara furono farciti di telefonate a quei pochi italiani che avevano avuto fortuna e tenacia di portare a termine la gara ed ore davanti al computer con internet a disposizione per cercare ulteriori testimonianze che in qualche modo potessero dare soddisfazione alla domanda: “come e cosa si deve fare per arrivare alla fine di una competizione che in media vede arrivare a Sparta neppure un terzo dei partenti”.
Domande….domande….domande …ma le risposte, quelle vere, si possono avere solo in campo e allora ore 7.00 Acropoli di Atene ultimo Venerdi del mese di Settembre (come vuole la leggenda)
.....mesi di allenamento,ore di solitudine,di fatica, di sacrifici,che finalmente trovano la loro gratificazione in una gara che non regala certezze.
L’inizio,nonostante il pieno di adrenalina e’ molto noioso in mezzo ad una citta che si appresta ad iniziare un normalissimo Venerdi di lavoro e nonostante tutto per una trentina di Km il traffico impedisce concentrazione ma quando il percorso comincia a costeggiare il mare immediatamente tutto cambia e la corsa diventa puro piacere….fa caldo! ma siamo agli inizi e non e’importante.Dopo una sessantina di km.le raffinerie che preannunciano l’arrivo a Corinto sono un “dettaglio da mappa”….niente piu’.
Corinto!...80km siamo a circa 1/3.Il check point e’ fornitissimo degno di una piu’ attenta considerazione ma non si deve esagerare,il tempo passa.
Fa caldo….molto caldo…e’ vero che fa caldo per tutti!ma io sono tra quelli che lo soffrono di piu’.
Finalmente le prime ombre della sera mi danno sollievo:Coca Cola e Birra fresca riescono a fare quello che integratori ipertecnologici non hanno potuto.Finalmente non vomito e riesco ad tenere in corpo dei liquidi…sono al 124km e inizia la rimonta.
Il brasiliano Luciano Prado Dos Santos lo sorpasso poco prima della montagna si sta infilando i pantaloncini lunghi,indossa un bel berrettino di pail e sta sorseggiando una bevanda fumante:io sono in canotta ho appena terminato una birra fresca e ho due belle spugne intrise di acqua fresca pronte da “strizzare”sul collo.
O lui o io abbiamo qualche cosa che non va!!!ma sono io quello che sta meglio…perciò!!
La salita dopo Kapareli e’ veramente dura:le scarpe scivolano ma Io…UOMO delle Alpi non posso soccombere.In cima mi viene offerta della “sopa” mi scappa un sorriso “Ma questi sanno che esiste la trippa”(perlomeno il temine e + “cazzuto”)
Trovo il mio amico Stefano alla fine della discesa verso Sangas: e’ forte ma questa notte per lui e’ troppo buia nonostante la luna piena.
Supero un giapponese a cui avevo offerto un goccio di birra senza soddisfazione …“BEER BIG POWER”..mi dice!...”velocita doppia ,muso giallo,la prossima birra te la offro a Sparta…se arrivi…hi hi hi”

“I CAMPIONI NON SI FERMANO MAI...MAI..MAI..mai..mai”mentre lascio Stefano, grido grido nella notte.. e l’eco non fa’ altro che aggiungere emozioni che trovano sfogo in brividi a fior di pelle.
E’troppo bello correre in questo modo,……da non credere.
Nei primi 100 km avevo preso in considerazione anche la possibilita’ di un eventuale ritiro se le cose non fossero cambiate,ero vuoto come un sacchetto bucato, dove inutilmente provavo a introdurre qualche cosa,mentre ora volavo e una rapida occhiata al registro passaggi di un check-point mi regala la certezza di un 14° posto.
Sara’ la luna straordinariamente luminosa tanto da rendere inutile la luce della torcia,sara’stata la birra,sara’ qualche “santo in paradiso”ma la gara si sta mettendo molto bene per me.
La Spartathlon ti regala di questi momenti:lo avevo letto in un report,ma non ci si deve fidare perche’ basta un nulla perche’ tutto cambi.
Da poco la luna si e’ fatta da parte per far spazio al nuovo giorno:che bella l’alba!!..sono passate 24ore e vuol dire che tra non molto tutto sara’finalmente finito.
Potro’riposare,potro’dormire,potro’toccare la statua …+ bella del mondo(in quel momento),potro’godere del momento per cui ho speso tante energie e tempo, finalmente potro’ piangere senza vergogna.
Mancano ancora 60km alla meta e sono ancora tanti:”l’atroce tarlo della fatica” inizia il suo lento ma inesorabile logorio.
“entrare nei 10 e’ impossibile”- “Stefano e’ dietro e lui e’ piu forte” -“se arrivo con lui non e’ male”
-“un ora in + non cambia la vita”
Il Sole alto e la temperatura (vicino ai 40°) fissano la mia decisione: “arrivo con Stefano”.
Tutto il resto e solo sofferenza in attesa di quel momento, impagabile, in cui con il tricolore tra le mani ci avviciniamo alla statua di Leonida eroe delle Termopili.
Ci prepariamo accuratamente l’arrivo,lasciamo il passo a un paio concorrenti e finalmente imbocchiamo il viale…ci si toglie il cappello si tolgono gli occhiali…ci abbracciamo io e il mio amico..
Il tocco al piede sinistro dell’eroe...è… “per tutti quelli che…247 km sono pura follia”.
Quest'anno il mio pettorale, per chi volesse seguirmi, sarà il N°372

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